Strage del Broletto, assolto in via definitiva il medico che firmò il certificato per il porto d'armi all'assassino

Il medico, in sostanza, non poteva conoscere lo stato di rabbia e rancore di Andre Zampito, né il suo stato di pericolosità
Perugia

Assolto in via definitiva il medico che finì nell’inchiesta della morte delle due dipendenti della Regione Umbria uccise a colpi di pistola nel 2013 da Andrea Zampi.  La terza sezione penale della Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza di condanna emessa nel giudizio di appello bis dalla corte di appello di Firenze. 

Il medico venne accusato di omicidio colposo per avere rilasciato il certificato di idoneità per il porto d’armi che innescò tutta la catena di eventi finiti con la drammatica irruzione di Zampi al Broletto. 
Quella mattina del 6 marzo uccise Daniela Crispolti e Margherita Peccati poi si tolse la vita: e le riteneva responsabili di un finanziamento non rinnovato alla sua azienda dall'ente.

Il medico che aveva firmato il certificato anamnestico era già stato assolto in primo grado dal giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Perugia nel 2015; sentenza appellata dal pubblico ministero e da alcune delle parti civili e parzialmente riformata in appello dalla Corte di Appello di Perugia nel 2016; “tale sentenza di appello veniva, quindi, annullata con rinvio dalla Cassazione, la quale evidenziava come nel percorso argomentativo della Corte di Appello di Perugia si giungeva ad affermare la parziale responsabilità dell’imputato con una erronea ricostruzione della colpa in capo al medico, il quale in realtà non avrebbe potuto prevedere gli intenti omicidiari dello Zampi – scrivono i difensori del medico, gli avvocati Franco Libori ed Ilario Taddei - All’esito del nuovo giudizio di appello, la Corte di Appello di Firenze – nonostante le precise indicazioni fornite dalla Cassazione – non si adeguava ai principi di diritto dettati dalla Suprema Corte ed emetteva una nuova sentenza di parziale condanna del medico”.

Il medico, in sostanza, non poteva conoscere lo stato di rabbia e rancore di Andre Zampito, né il suo stato di pericolosità in virtù del fatto che era il suo medico curante da poco tempo e non aveva avuto modo di fare approfondimenti specifici.

Insieme a lui vennero indagati i dirigenti della questura che gli avevano rilasciato il porto d'armi nonostante la presenza di patologie. Con questa sentenza risultano tutti assolti: anche i dirigenti della questura infatti sono stati assolti in primo grado e per quella sentenza non venne mai proposto appello dalla Procura se non per il medico. 

 “Con la sentenza della Cassazione emessa al quinto grado di giudizio è stata nuovamente annullata (senza rinvio) la sentenza di condanna emessa nel giudizio di appello bis. 
"Si chiude così dopo oltre 7 anni e mezzo dai tragici fatti, il processo penale a carico del medico” dicono i suoi legali Franco Libori e Ilario Taddei, i quali dichiarano di essere “molto soddisfatti di questa pronuncia che ridà serenità al medico che si è sempre professato innocente, sin dall’inizio della vicenda giudiziaria”.