Interrogatorio in carcere al presunto boss arrestato a Perugia

Il 42enne albanese è assistito dall'avvocato Luca Maori
Perugia

Oggi c'è l'interrogatorio di garanzia in carcere del 42enne albanese assistito dall'avvocato Luca Maori, ritenuto dagli investigatori il presunto capo di un sodalizio criminale dedito al traffico degli stupefacenti. L'uomo si è consegnato all'aeroporto San Francesco, dove è stato arrestato dai carabinieri, coadiuvati da personale della Polizia della questura di Perugia, in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare.
Lui si professa innocente, ma per la Procura e i carabinieri di Perugia che hanno condotto la maxi indagine durata 7 mesi tra il 2018 e il 2019, il 42enne albanese, elettricista residente a Corciano, era il capo di una banda di narcotrafficanti, cinque di questi sono ancora latitanti. Un altro è stato arrestato nel nord Italia.
 Secondo gli investigatori, il gruppo era costituito in tutto da sei albanesi, che nel centro Italia sarebbero riusciti a gestire grandi quantitativi di droga, facendola arrivare dal loro Paese di origine, con un centro di stoccaggio anche su Roma.
Gli indagati sono accusati di "gestire" la piazza perugina e di occuparsi del trasferimento dello stupefacente dai depositi capitolini al capoluogo umbro "occultandolo prima in zone agresti tra Perugia, Corciano e l'Altotevere" attraverso un elaborato sistema di autostaffetta. 
L'indagine ha permesso di recuperare quasi 1.400 chilogrammi di marijuana, armi e di poter scoprire anche il furto di un gommone oceanico, usato per il trasporto dello stupefacente.