Il sindaco di Perugia batte cassa: "La Regione metta i 2 milioni promessi sul Minimetrò"

Romizi scrive alla governatrice Marini e le chiede di rispettare gli impegni
Perugia

di Francesco Castellini - Il futuro dell’Umbria assomiglia sempre più ad un sentiero tortuoso.  E’  evidente che ormai tutto passa per il difficile e intricato nodo della questione trasporti e viabilità. Basta guardarsi intorno, al di là delle inesorabili ed infinite buche che costellano tutte le strade dell’Umbria, si fa sempre più precario per esempio il destino dell’aeroporto, di quella che avrebbe dovuto rappresentare a tutti gli effetti una pedana di lancio verso la ripresa economica e sociale di questo territorio martoriato dalla crisi e da un tragico vuoto progettuale.

Una mancanza di idee che caratterizza sia le istituzioni pubbliche che il fronte imprenditoriale privato. Di fatto tutto arranca affannosamente fra un buco di bilancio, poche idee ma confuse e una miriade di promesse mancate. Fra queste, è storia di questi giorni la tirata di giacchetta del sindaco di Perugia Andrea Romizi alla governatrice Catiuscia Marini. Al centro della questione, manco a dirlo, l’eterno problema del Minimetrò, di questo “bruco mela” spacciato come un progetto avveniristico e invece fin da subito rivelatosi una zavorra mortale, destinata a trascinare nel baratro i già precari bilanci municipali ereditati dalla nuova giunta di centrodestra.

In attesa di due milioni di euro. Il nodo evidenziato questa volta da Romizi è quello relativo ai due milioni di euro promessi dalla Regione e invece ancora non veicolati sul trenino delle meraviglie. Il sindaco di Perugia dunque, fra un strisciata di cassa e una sottrazione, fatte durante il movimentato consiglio comunale dedicato al bilancio di previsione, ha preso carta e penna e ha inviato l’istanza a Palazzo Donini, chiedendo un po’ indispettito: “Possibile che dal fondo trasporti regionale a Perugia arrivi solo il 40% di ristoro e agli altri il cento per cento?”.  

Le promesse dell'ex assessore. Ma in attesa di una risposta concreta, su tutto risuonano le parole mai sopite dell’allora assessore regionale ai Trasporti Silvano Rometti, che in una nota di solo un anno e mezzo fa, rivolgendosi al primo cittadino di Perugia, così si espresse:  “Il Minimetrò di Perugia, come gli altri sistemi di mobilità alternativa, è stato inserito tra i servizi cui sono garantiti i finanziamenti del Fondo regionale trasporti, con la nuova Legge Regionale sul trasporto pubblico locale. Unica legge regionale che ritiene tale modalità da sostenere con risorse pubbliche proprio per l’importanza che ha in termini di accessibilità e qualità ambientale dei nostri centri storici”. Aggiungendo fra l’altro Rometti: “Alla mobilità alternativa, e quindi al Minimetrò, in una logica di interscambio e integrazione tra le tutte le modalità di trasporto pubblico locale, anche nel nuovo Piano regionale dei Trasporti, abbiamo assegnato un ruolo prioritario ai fini della qualità urbana e della migliore accessibilità dei centri storici”. “A conferma di questo impegno – rilevava – il Comune di Perugia ha sempre ricevuto significativi finanziamenti derivanti dalla ripartizione del Fondo Regionale Trasporti che annualmente prevede assegnazioni di circa 7 milioni e 500 mila euro, oltre all’Iva che la Regione ha anticipato per una somma che ad oggi ammonta a circa 3 milioni di euro”. “A ciò – proseguiva l’assessore – si aggiungono ingenti risorse erogate negli ultimi anni a sostegno di molteplici finalità, dal Minimetrò, al biglietto Unico Perugia, ad agevolazioni tariffarie a favore di studenti universitari, persone disabili e categorie socialmente deboli, per un totale di circa 20 milioni di euro”.

Futuro incerto. Da allora sono passati due anni, alcune promesse non sono state rispettate e nel frattempo il Minimetrò continua nel suo viaggio desolato e costoso, mentre tutto sembra portare verso una ulteriore preoccupante paralisi circolatoria che ovviamente non lascia presagire niente di buono, né tantomeno una strada che porti lontano.