Eleonora Pace (FdI): “Vertenza Ast nell'agenda del Governo e di tutte le istituzioni”

Nota del capogruppo di Fratelli d'Italia al Consiglio regionale dell'Umbria
Perugia

“La vertenza Ast sia subito iscritta nell’agenda del Governo e di tutte le istituzioni, come già sta facendo l'Esecutivo umbro guidato da Donatella Tesei, che già ieri sera si è dichiarata pronta a fare la propria parte per far sì che i livelli occupazionali vengano tutelati e che non vengano dispersi né le potenzialità future né il valore che l’Ast ha sempre avuto per l’Umbria e l’Italia intera, perché la difesa delle produzioni delle acciaierie ternane è stata sempre, in ogni stagione, materia di unità e mobilitazione di tutte le forze politiche”: lo afferma la capogruppo di Fratelli d'Italia Eleonora Pace, in riferimento alle ipotesi di vendita del sito di Terni.

“Come in un copione già scritto – dice - le acciaierie di Terni si preparano a vivere un nuovo atto di questa lunga ed estenuante vicenda che, oramai da anni, propone sceneggiature a tutti note. Fratelli d’Italia negli ultimi mesi ha espresso preoccupazione per alcuni segnali negativi che provenivano dalla multinazionale, senza mai giocare allo sfascio, ma mostrando senso di responsabilità nelle dichiarazioni ed evitando di inserire elementi di tensione su una vicenda che non può essere trattata con strumenti di confronto ordinari. Oggi, alla luce delle dichiarazioni che aprono all’ipotesi di vendita del sito di Terni, situazione anche questa già vista, è tempo di chiarezza e determinazione per evitare che una spirale involutiva, che ha la sua genesi nell’assoluta mancanza di una politica industriale nazionale e nel ruolo tutt’altro che di partner dell’UE, condanni il sito ternano ad una destino di definitiva marginalizzazione”.

“Le crisi degli ultimi anni – prosegue -, le messe in vendita e le riacquisizioni, gli scorpori e le chiusure di produzioni, le ristrutturazioni e tutto ciò che sempre ha accompagnato la riduzione di spazi di mercato, hanno portato alla perdita di centralità dell’azienda di viale Brin. Il piano europeo della siderurgia, il ruolo degli stabilimenti di eccellenza e fortemente integrati e una rinnovata e determinata autorevolezza dell’Italia in sede europea potevano rappresentare appena pochi anni fa il perimetro dove imporre una visione diversa della siderurgia nazionale, che purtroppo non c’è stata. Oggi al di là delle recriminazioni, occorre capire se la ricerca di un nuovo acquirente possa trasformarsi da problema in opportunità. Fratelli d’Italia nutre forti dubbi in merito, se l’Italia non deciderà di intervenire in prima persona in un nuovo percorso di politica industriale nazionale che possa prevedere investimenti di capitale nazionale evitando scenari speculativi, dove si rischia di trovare acquirenti che potrebbero farsi avanti solo per eliminare un potenziale concorrente e acquisire fette di mercato”.

“Si apre, dunque, una delicatissima fase – conclude - assolutamente decisiva, in primis per il futuro economico e sociale di Terni e dell’Umbria, e sulla quale occorre da subito una forte mobilitazione”.