Robotica e intelligenza artificiale: tra innovazione e etica

Al "Bonazzi" conferenza del prof. Paolo Valigi dell'Ateneo di Perugia
Perugia

di Mauro Pichiassi - Grande interesse ha riscosso la conferenza su “Robotica e Intelligenza artificiale: un percorso tra innovazione ed etica” tenuta dal prof. Paolo Valigi del Dipartimento di Ingegneria dell’Università degli Studi di Perugia presso la Sede dell’Associazione culturale “Luigi Bonazzi”. Il prof. Valigi, dopo un rapido excursus sulla storia e l’evoluzione dei robot, ha illustrato, anche con video, alcuni settori nei quali principalmente viene applicata la robotica, sia quelli industriali sia quelli sociali. In ambito industriale il ricorso ai robot è sempre più intenso soprattutto in quello automobilistico. Nell’industria 4.0 la gran parte del lavoro di progettazione, assemblaggio e costruzione delle vetture è fatto attraverso robot. Ma l’aspetto più innovativo e rivoluzionario nel settore automobilistico è rappresentato dalle auto senza pilota. Queste non sono più un sogno avveniristico ma una realtà, nel senso che prototipi di queste auto sono stati sperimenti su strade ordinarie: solo negli Stati Uniti queste auto a fine 2016 avevano percorso oltre 3 milioni di chilometri.

Le applicazioni in ambito sociale più interessanti sono quelle in ambito medico, come i robot che assistono i chirurghi nelle sale operatorie e gli esoscheletri , cioè le protesi robotiche indossabili che muovono gli arti controllate da dispositivi che sulla testa captano i segnali cerebrali. Altro esempio di robot sono i droni, oggi molti diffusi e alla portata di molti. È chiaro che l’impatto dei robot nella vita quotidiana economica e sociale di oggi è notevole. I cambiamenti si hanno in tantissimi settori: nelle fabbriche, oltre a cambiare il mercato del lavoro cambia il modo di produrre e di lavorare in fabbrica; nel mondo delle auto cambia il ruolo e il lavoro di meccanici, tassisti, noleggiatori e assicuratori; nel commercio le vendite on-line, gestite per lo più attraverso robot, mettono in difficoltà la distribuzione attraverso i negozi tradizionali (si pensi al mercato dei libri); nel mondo della gestione dei processi decisionali sono importanti i dati e le analisi fatte attraverso sistema informatici; negli ospedali oltre ai già citati assistenti in sala operatoria e agli esoscheletri, la possibilità di fare diagnosi e prendere decisioni per interventi chirurgici tenendo conto di una sterminata serie di dati relativi alle diverse malattie e ai diversi interventi; e addirittura nel mondo del giornalismo dove certi articoli su eventi sportivi possono essere realizzati autonomamente dai computer.

Il quadro che da tutte le descrizioni è emerso è stato allo stesso tempo interessante e inquietante. Interessante per le opportunità che queste macchine tecnologicamente avanzate aprono e inquietante per i risvolti di natura etica. Prova ne è stata il dibattito, molto animato e lungo che è seguito alla relazione del prof. Valigi. Se da un lato si sono evidenziati rischi per l’occupazione e per le libere scelte degli individui, dall’altro si è condiviso il fatto che la spinta all’innovazione è inarrestabile perché globale e distribuita su più livelli, e che il sistema è così complesso da rendere difficile la previsione di tutte le possibili conseguenze e dei fenomeni che potranno emergere. Ad esempio, come potrà essere ridistribuita la ricchezza in un mondo in cui questi strumenti tecnologicamente molto sofisticati saranno disponibili solo per chi è più potente a livello economico.