“Lanfranco Radi - Il dna rurale dell’architettura umbra”

Il libro dedicato all'artista-progettista folignate è stato presentato all'Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” dall'imprenditore Brunello Cucinelli e dai professori Pietro Carlo Pellegrini e Roberto Segatori
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Perugia

Un architetto versatile, ma anche un artista, un progettista, un designer e un illustratore oltre che un rilevatore. È stato presentato così Lanfranco Radi (1932-2006) all'Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia, alla presenza di un folto pubblico e della famiglia, in particolare dei figli Lorenzo e Leonardo. Una calorosa e al tempo stesso scientifica presentazione, attraverso un libro ricerca che esalta la figura poliedrica di un uomo di rilievo nel panorama artistico e architettonico umbro del Novecento.

“Lanfranco Radi - Il dna rurale dell’architettura umbra”, a cura di Paolo Belardi e Luca Martini, edito Il Formichiere, rappresenta «una monografia – ha spiegato il professor Paolo Belardi, direttore dell'Accademia che per l'occasione ha coordinato l'incontro - volta non tanto ad alimentare il ricordo, ma a perpetrare l’insegnamento di Lanfranco Radi: certamente l’architetto più versatile (ma probabilmente anche l’osservatore più acuto e il disegnatore più prolifico) che ho incrociato nelle mie ricerche sull’architettura umbra recente. Oltre a essere uno degli ultimi esponenti della scuola umbra del “restauro colto” è stato allievo a Firenze di grandi cultori del disegno come Ugo Saccardi e Ludovico Quaroni e, soprattutto, è stato un degno erede di quella lunga tradizione italiana che, fondando la propria identità sulla pratica del disegno-pensiero, prende le mosse dagli eidotipi di Leon Battista Alberti, passa attraverso le vedute di Giovanni Battista Piranesi e arriva fino ai collages di Aldo Rossi».
Un progettista che, coniugando tradizione e innovazione, «Ha sempre esaltato il genius loci», ha sottolineato l'imprenditore Brunello Cucinelli, intervenuto nella presentazione, chiamando accanto a sé Lorenzo Radi, il figlio di Lanfranco.

Dopo i saluti introduttivi di Mario Rampini, presidente dell’Accademia, e Rita Barbetti, vice sindaco di Foligno, Luca Martini ha snocciolato tutti i dati della pubblicazione presentata in occasione di Umbria libri. A ripercorrere in maniera più dettagliata tratti e percorsi dell'artista-progettista folignate, sono stati invece Pietro Carlo Pellegrini, docente dell’Università degli Studi di Pisa (“Radi – ha detto Pelelgrini -, per la sua formazione e per la sua sensibilità, ha molta attenzione e rispetto per le “mani eccellenti”, cercando di valorizzarle in un dialogo con l’arte e l’architettura, così da ottenere una riconoscibilità dovuta alla qualità, all’identità e alla tradizione), e Roberto Segatori, docente dell’Università degli Studi di Perugia.

Il libro-ricerca contiene anche contributi di Filippo Battoni, Luciano Beddini, Rita Fanelli Marini, Emanuela Ferretti, Fabio Marcelli, Valeria Menchetelli, Alfiero Moretti, Laura Nardi, Giovanna Ramaccini, Italo Tomassoni.