Generale dei carabinieri Cornacchia: «Reagire! Reagire! Reagire!»

L’analisi dei tragici fatti di Roma che hanno portato all’uccisione di Mario Cercielo Rega
Perugia

di Antonio Cornacchia *


Eventi tragici, drammatici, come la tragedia che ha visto stroncare la giovane vita del brigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega, inducono, inconsapevolmente, a dare sfogo all'istinto emozionale, anche alla commozione, quasi fosse una panacea risolutiva a certi fatti che scuotono irreparabilmente.
Stati d'animo che non possono non sollecitare il cuore, indi la mente, pronta a lanciare l'idea sempre più consistente, decisa, determinata, atta a suggerire anche reazioni che assumono connotazioni di pensieri convergenti, insistenti, perché si dica e si affermi con veemenza: basta!!!
   Espressione significativa, eloquente che non potrà trovare spazio nella solita retorica, ma che sollecita concretezza, non nei discorsi di circostanza con i quali si abusa all'inverosimile, ma nel dare (sarebbe ora) inizio a voltare pagina e riproporsi ex novo senza lasciarsi andare nella semplice ripetitiva speranza di un domani migliore, destinata a consolidarsi irrimediabilmente nella ben nota quanto odiosa prassi che connota la nostra quotidianità.
  L'esperienza acquisita nel corso degli anni vissuti quale servitore dello Stato, eventi analoghi altrettanto drammatici, avrebbero potuto indurmi ad assuefarmi per impossibilità di reagire.
Ebbene proprio i relativi segni negativi come tali indelebili, mi spingono ad unirmi alla coralità di un popolo, di un Paese ridotto all'estremo, non più disposto a subire vessazioni, ad essere ulteriormente umiliato, costretto ad assistere passivamente a dei teatrini ridicoli, purtroppo tragici e lesivi della dignità di ciascun cittadino.
  Non è ora di recepire, mi riferisco ai vertici dell'Istituzione (non so fino a qual punto considerare responsabili), il vero significato del monito recentemente lanciato dal Presidente della Repubblica Mattarella perché si agisse nel pieno della “collaborazione”?
Potrebbe servire a risollevare soprattutto il morale dei componenti delle forze dell'ordine in particolare al momento all'Anno Zero, causa quel clima di incertezza, di disorientamento, di mancanza di punti di riferimento, degni di questo nome.
   Il Procuratore della Corte d’Appello di Milano Borrelli, di recente scomparso, diceva: “Resistere! Resistere! Resistere!”.
Mi limito ad affermare: “Reagire! Reagire! Reagire”, democraticamente, ma nel pieno della consapevolezza.
      * Generale di Brigata Carabinieri (in quiescenza), ispettore ANC Regione Umbria