Comune di Perugia, dubbi sul bando per l'assegnazione dell'ufficio stampa

Esponenti dell'opposizione alla Giunta Romizi e gli stessi partecipanti al concorso rimasti esclusi e bocciati, vogliono vederci chiaro. Saranno chiamati in audizione la dirigente e l'...
Perugia

Cresce la voglia di vederci chiaro in questo concorso che il Comune di Perugia ha indetto per dotarsi di un “nuovo” ufficio stampa per i prossimi due anni. Ora anche alcune forze politiche chiedono chiarimenti.

Il consigliere Pd Tommaso Bori ha chiesto alla Commissione di controllo e garanzia, presieduta dalla consigliera del Pd Manuela Mori, di concentrare la propria attenzione sulle offerte tecniche ed economiche proposte dai partecipanti al fine di verificare cosa ha impedito alla commissione di gara di decidere in tempi adeguati e cosa e come sia stato deciso alla fine dell’iter.
A mettere per primo il dito nella piaga fu il M5S, che attraverso il suo capogruppo a palazzo dei Priori, Cristina Rosetti, subito rilevò delle illegittimità, come il fatto che il Comune di Perugia nel pubblicare il bando per appaltare i servizi di ufficio stampa e della comunicazione istituzionale, non aveva tenuto conto che si trattava di due branche completamente distinte. Secondo la Rosetti sarebbero da censurare gli ampi margini di discrezionalità che l’amministrazione si è riservata nella individuazione dei punteggi corrispondenti ai diversi criteri ritenendo che non siano stati indicati i criteri applicabili nell’attribuzione dei punteggi.
Per la Rosetti ci sarebbero dunque numerosi punti poco chiari, che potrebbero far profilare un bando a dir poco illegittimo. Infine, ancora oggi, i verbali di gara non sono stati approvati, con il rischio conseguente di un ricorso da parte dei lavoratori.
A rendere più ingarbugliata la situazione gioca anche il fatto che i documenti, nel frattempo, non sono stati ancora pubblicati nell’albo pretorio istituzionale, atto necessario per richiedere tutta la documentazione agli uffici.
Documenti molto attesi da tutti i partecipanti, che si sono detti pronti a fare ricorso. Si vuole comprendere come siano stati assegnati punteggi così alti nonostante il ribasso minimo offerto sia stato del 2 per cento. C'è da ricordare che subito dopo l’apertura delle buste, fu proprio l’agenzia che aveva partecipato alla gare e che era arrivata seconda, ad aver sollevato qualche dubbio nei criteri di assegnazione dei punteggi, dal momento che a vincere il bando erano stati gli stessi che gestivano e hanno continuato a gestire il servizio anche durante le fasi di selezione, vedendosi addirittura duplicare lo stipendio.
Ora, dunque, una volta acquisiti tutti i documenti utili per comprendere le varie procedure selettive adottate, la dirigente competente e l'assessore Francesco Calabrese, saranno chiamati in un'audizione per rispondere a tutte le domande del caso.