Inaugurato l’Anno giudiziario della Corte d’Appello di Perugia

Alla presenza del vice presidente del Consiglio superiore della magistratura,David Ermini
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Perugia

In una affollatissima aula, alla presenza di tanti magistrati e rappresentanti del mondo forense e del personale amministrativo, con i vertici degli Uffici e delle forze di polizi,  è stato inaaugurato l'anno giudiziario del distretto della Corte d'appello di Perugia, con la rappresentanza del vice presidente del Consiglio superiore della magistratura,David Ermini.

Alla Cerimonia hanno partecipato anche la presidente della Regione Donatella Tesei e quello dell'Assemblea legislativa Marco Squarta ed il sindaco Romizi.

Così il deputato Walter Verini, responsabile nazionale PD per la Giustizia, ha dichiarato “Dall’inaugurazione dell’Anno Giudiziario in Umbria - resa particolarmente significativa-, emerge innanzitutto una esigenza che come PD raccogliamo. Quella di lavorare insieme, senza distinzioni, tra Governo e parlamentari, Regione e Autonomie locali per alcuni obiettivi fondamentali quali la realizzazione della cittadella giudiziaria di Perugia e la dotazione di adeguati organici di magistratura, cancellerie e amministrativi per tutti gli Uffici Giudiziari della Regione, che pure garantiscono significativi livelli di efficienza ed efficacia come i dati dei procedimenti confermano. Al tempo stesso, alcune questioni emerse, a partire dalla lotta alla corruzione, dall’attenzione e contrasto alla penetrazione della criminalità organizzata, dalla violenza di genere e dai reati che generano insicurezza nei cittadini richiedono un impegno ancora più serrato per la legalità, la prevenzione, il controllo del territorio e per rafforzare il lavoro quotidiano delle forze dell’ordine e della sicurezza, cui tutti dobbiamo gratitudine. Infine, il richiamo del Dottor Cardella alla necessità di un cambiamento della legge sulla prescrizione, ci conferma nel nostro impegno per una riforma dei Così il deputato Walter Verini, responsabile nazionale PD per la Giustizia, presente processi che garantisca tempi certi e un cambiamento serio e rapido della legge sulla prescrizione “.

Il procuratore generale di Perugia, Fausto Cardella, ha evidenziato le probelamatiche legate alla mafia ed al settore del riciclaggio ed ha detto che “l’Umbria richiama gli interessi economici di organizzazioni criminali che reimpiegano i proventi delle attività illecite senza tentare di controllare il territorio né infiltrandosi nel tessuto politico” Un altro rischio è rappresentato dagli investimenti nella regione di imprenditori orientali che gestiscono le attività commerciali, portatori di sfruttamento di manodopera clandestina e prostituzione. Sul fronte del mercato delle sostanze stupefacenti, si confermano le forti attività illecite e pericolose di albanesi e maghrebini.

Fausto Cardella parlando anche del fenomeno droga ha confermato che “il consumo e la diffusione di droga rappresenta la situazione più allarmante ed è per questo necessario evitare che Perugia, ricada nuovamente (come nel passato) in una situazione dalla quale è uscita con grande fatica. Sono allarmati- ha continuato - i segni di un possibile ritorno verso il centro degli spacciatori e, il deprecabile fenomeno delle locazioni in nero, finisce inevitabilmente per favorire lo stazionamento nel centro storico anche di persone dedite a traffici di droga”.

Il presidente dell’Anm, Mario Formisano, ha affrontato il crescente fenomeno della carenza di organico dei giudici nel distretto che è in proporzione all’incremento del carico di lavoro. Il magistato ha inoltre parlato dell'esigenza di creare la cittadella giudiziaria, il cui progetto è da qualche anno in itinere, per far fronte all’inadeguatezza delle sedi giudiziarie di Perugia.

Nel suo intervento, il vice presidente del Csm David Ermini ha discusso del delicato argomento legato alle "vicende dolorosissime per il Consiglio superiore" della magistratura, venute alla luce nel corso di indagini condotte dalla procura di Perugia ed ha detto "Hanno svelato un agire tendente ad influenzare le decisioni del Csm e screditare altri magistrati". E ha continuato "durissimo è stato il colpo al prestigio, alla credibilità e alla autorevolezza del Consiglio e dell'intero ordine giudiziario e gravissima la lesione della legittimazione dell'uno e dell'altro agli occhi dei cittadini. Nondimeno, oggi, a distanza di alcuni mesi da quelle drammatiche settimane e guardando al lavoro nel frattempo compiuto, sono lieto di potere affermare che l'istituzione, non solo ha trovato la forza per continuare a svolgere le sue funzioni con assoluta regolarità, ma è riuscita a conseguire risultati importanti"