Il professor Crisanti chiede un risarcimento di 435mila euro all’Università

Per danni all'immagine e alla salute dopo la controversia vinta sul doppio incarico
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Perugia

Il virologo Andrea Crisanti ha chiesto 435 mila euro di danni all’Università di Perugia.
Lui, esimio scienziato e docente, che ha combattuto in prima linea la pandemia da Covid-19, ha proseguito la sua battaglia legale contro l'Università di Perugia, tra ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato per quelle dimissioni praticamente imposte che tanto rumore hanno fatto nel mondo accademico.
E adesso il virologo di fama internazionale e già docente dell'ateneo perugino, alla lunga guerra giudiziaria iniziata nel 2015 aggiunge una richiesta da capogiro.
 Nell’ambito del ricorso sull’ultima revoca ha presentato una memoria (il 9 aprile scorso) e ha quantificato “la misura del risarcimento richiesto in 400.000 euro, per il danno patito all’immagine ed alla reputazione professionale ed in euro 35.000 per i danni alla salute, morali, esistenziali ed alla vita di relazione”.
La richiesta è contenuta nell'ultimo ricorso presentato al Tribunale amministrativo regionale, ritenuto dai giudici Raffaele Potenza, Enrico Mattei e Davide De Grazia, improcedibile per «sopravvenuto difetto di interesse» per la parte che ha ad «oggetto l’annullamento del decreto con il quale il Rettore dell’Università degli Studi di Perugia ha disposto la revoca della riammissione in servizio e dell’autorizzazione all’aspettativa senza assegni del prof. Crisanti».
Il decreto è di 5 anni fa e nel frattempo, appunto, il virologo ha rassegnato le sue dimissioni in rotta totale con l'allora rettore.
L’udienza per stabilire quest’ultimo procedimento è stata fissata a gennaio 2021.