Caso Color Glass, flash mob davanti a palazzo Broletto

Il Comitato chiede da oltre tre anni la delocalizzazione di questa azienda, classificata “Insalubre di prima classe”
Perugia

Riceviamo e pubblichiamo dal Comitato Salute Ambiente Calzolaro Trestina Altotevere Sud

Ieri mattina una rappresentanza del Comitato ha dato luogo ad un flash mob davanti a palazzo Broletto, in Perugia, sede della Giunta Regionale dell’Umbria.  Era stata convocata per le 9,30 la conferenza di servizi regionale che doveva analizzare la richiesta di Color Glass circa il rinnovo dell’autorizzazione AUA. Abbiamo poi appreso, dagli organi d’Informazione, del rinvio, di quella conferenza di servizi, aperta da oltre un anno, che ancora non è riuscita ad esprimersi per il rilascio dell’Autorizzazione Unica Ambientale, funzionale all’emissione in atmosfera dei fumi combusti, residui della lavorazione dei rifiuti fangosi provenienti da Ferrara.

Il Comitato chiede da oltre tre anni la delocalizzazione di questa azienda, classificata “Insalubre di prima classe”, dall’Istituto Superiore di Sanità. La legislazione vigente, stabilisce che le aziende “Insalubri di prima classe” non possono essere insediate vicino ad abitazioni, attività commerciali e scuole.

Vale forse ricordare, a tal proposito, il recente pronunciamento del Consiglio di Stato che impone, per tale tipologia di aziende, la delocalizzazione in aperta campagna lontano da case e scuole, proprio nel rispetto della legislazione in materia. Allora non riusciamo a capire la caparbia determinazione di coloro che, per legge, sono preposti al controllo sanitario e ambientale del nostro territorio, nel sostenere, anche con discutibili interpretazioni, la legittimità dell’azienda ad operare nell’attuale sito, minimizzando il pericolo per la salute di chi intorno ci abita e ci lavora.
 
Nel ricordare che Il comitato ha da subito fatto proprie le lamentele dei cittadini, circa i fastidi sopportati agli occhi e alla gola, oltre all’odore nauseabondo in concomitanza alle emissioni di fumi grigiastri dai comignoli dell’azienda, ha portato all’attenzione dell’amministrazione comunale gli abusi edilizi compiuti, ha prodotto perizie e pareri pro veritate con cui venivano evidenziati i pericoli per la presenza di sostanze pericolose e cancerogene, ha denunciato l’Usl per un parere non corretto circa la classificazione dell’azienda, tanto e vero che poi lo stesso parere è stato ritirato in autotutela dalla stessa Usl, ha evidenziato, ancora oggi, le mancanze dell’azienda, che, pur in assenza dei rinnovi richiesti, continua ad operare in una struttura non idonea, così  come anche rilevato dalla stessa Usl, nella lettera dell’11 Novembre 2019, in occasione dell’ispezione del sito operativo, ha diffidato tutti gli attori, che a vario titolo, sono chiamati a pronunciarsi in Conferenza di Servizi Regionale. A questo punto, il Comitato e tutti i cittadini della zona sud si chiedono:

Perché le Istituzioni create per la nostra tutela non lo fanno? La risposta la lasciamo alla libera interpretazione di ognuno,  noi, ci limitiamo a sostenere che  NON CI FERMEREMO.