Giovani preda delle “bombe” d’alcol

Il gestore di un locale perugino rivela come i ragazzi si organizzino da soli per arrivare allo sballo
Perugia

Sempre più giovani si danno all'alcol. In un servizio sul, vengono raccolte le testimonianze di chi certi eccessi li vive da vicino ogni fine settimana cercando di tenerli fuori dal proprio club.
Nel resoconto a firma di Michele Milletti, uno dei gestori di un locale cittadino, fra i più apprezzati da giovani e meno giovani, dice: «Bene, benissimo controlli e iniziative. Ma bisogna capire bene anche come si muovono giovani e giovanissimi: quando arrivano da noi, come in altri club e discoteche, sono già a pezzi. Noi siamo il terminale, l'ultimo step delle serate del fine settimana e dunque è quasi inevitabile che certe situazioni si verifichino dentro e soprattutto fuori i nostri locali. Così come è quasi scontato che le persone trovate ubriache o drogate al volante per lo più stiano uscendo dalla discoteca». «Ma attenzione - continua il gestore perugino - perché il grosso dei giovani in un locale come il mio non entra prima dell'una e mezzo del mattino: questo significa che dall'ora di cena fino a oltre l'una sono altre le realtà dove esagerano con il bere. Anche perché c'è pure un discorso economico: nel mio come in altri locali notturni lo “shottino” a un euro non si vende, una consumazione costa una discreta cifra e non tutti posso permettersene più di una. Quindi è evidente come gli abusi con l'alcol avvengano prima di mettere piede in discoteca».
Le evidenze, secondo il proprietario del club, arrivano anche dalle situazioni di tensione che si trovano a dover fronteggiare con i clienti: «Non più tardi di qualche fine settimana fa è capitato che un ragazzo tenesse in scacco per oltre un'ora i buttafuori, con tanto di chiamata alle forze dell'ordine perché era palesemente ubriaco e, appena dopo essere arrivato, è stato invitato ad uscire e rimborsato dei soldi dell'ingresso. Così come sono capitate e capitano risse e atti di violenza sui bus navetta con studenti e giovani che partono dal centro per arrivare ai locali, dovute al troppo alcol che hanno già consumato. Questa è la realtà, questo è quanto avviene. Per questo ripeto e ribadisco che vanno bene i controlli e la sensibilizzazione, ma che devono essere fatti non solo nelle discoteche. E poi un altro punto. Non siamo educatori, non possiamo educare i giovani: e invece ormai avere a che fare con sedicenni e diciassettenni è davvero difficile. Spesso la loro arroganza è impressionante».