Aeroporto, la Sase apre a nuovi investitori

La Tesei risponde all'interrogazione dei consiglieri Fioroni e Pastorelli
Perugia

L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha discusso, nella seduta di question time che si è tenuta ieri, martedì 23 febbraio, l’interrogazione a risposta immediata su “Prospettive e programmi per il rafforzamento e il rilancio della società di gestione aeroportuale dell’aeroporto internazionale San Francesco di Assisi (Sase spa)”, presentata dai consiglieri Paola Fioroni e Michele Pastorelli (Lega).

Illustrando l’atto ispettivo all’Aula di Palazzo Cesaroni, il consigliere Paola Fioroni ha spiegato che “è necessario conoscere le prospettive ed i programmi per il rafforzamento ed il rilancio della società di gestione aeroportuale dell’aeroporto internazionale San Francesco d’Assisi (Sase), anche ai fini della promozione e commercializzazione del ‘Brand Umbria’ in un’ottica di place branding che lo renda maggiormente visibile ed attrattivo a livello nazionale e internazionale. Vanno inoltre chiariti l’importo della perdita di bilancio di Sase per l’esercizio 2020 e l’impatto nel conto economico del credito Fly Volare. Riteniamo necessario conoscere le linee strategiche e lo status del Piano industriale preparato dall’organo amministrativo e presentato ai soci di Sase, con particolare riferimento al piano delle rotte previsto dal Piano stesso ed i collegamenti con l’Est Europa. Deve essere resa nota la sussistenza e l’eventuale importo, di un Fondo nazionale destinato alla compensazione dei danni subiti dalla società di gestione dell’aeroporto San Francesco d’Assisi a causa del Covid. Bisogna infine chiarire se tra i progetti del Recovery Plan c’è un collegamento veloce ferroviario tra l’aeroporto e le stazioni di Perugia e Foligno, in considerazione anche della trasformazione della Orte- Foligno-Falconara in una linea ad Alta Velocità, consentendo un rapido collegamento dell’aeroporto San Francesco d’Assisi con tutte le città d’Italia attraverso le dorsali adriatiche e tirreniche della TAV”.

La presidente della Giunta, Donatella Tesei, ha risposto all'interrogazione affermando che “la questione del rilancio dell’aeroporto rientra in un insieme di azioni per lo sviluppo economico della regione. Siamo convinti che il covid passerà – ha detto - e sarà fondamentale il lavoro che avremo già iniziato. L’aeroporto da solo può saturare la capacità turistica straniera, ma bisogna puntare a 500mila passeggeri. L’Aeroporto fa parte di una più complessa strategia di mobilità che stiamo portando avanti. Fin dall’insediamento penso al rilancio di uno scalo trovato già prima del covid in grande difficoltà, con poche destinazioni e partite impegnative da chiudere, come quella con Fly volare. Abbiamo ricostruito una forte unità della compagine sociale, composta da banche, Comuni di Perugia e Assisi, Confindustria, unitamente a un nuovo piano industriale per chiudere partite aperte e aumentare gli investimenti, con un nuovo piano delle rotte per arrivare ai 500mila passeggeri annui, sia rotte nazionali come Brindisi, Olbia, Catania, Lamezia Terme, poi internazionali come Londra, Bruxelles, Rotterdam, Vienna, Barcellona e Bucarest. Un progetto in sinergia con l’alta velocità dei treni. Ora occorre sanare le perdite del bilancio 2020 e dare gambe al nuovo piano industriale e delle rotte. Ripartiremo appena finita la pandemia. I soci dovranno contribuire a risanare con impegni pro quota, se non tutti lo facessero la Regione farà la sua parte, anche consentendo l’ingresso di un nuovo partner. Dopo tanti anni di colpevole disattenzione – ha concluso la presidente Tesei – è giunto il momento di crederci tutti, anche nell’ottica del nuovo quadro relativo ai trasporti e in considerazione delle risorse del Recovery Plan”.

Nella replica conclusiva, Paola Fioroni si è dichiarata “soddisfatta per la puntuale risposta su un tema strategico e per il percorso indicato per il rilancio, che dimostrano che una visione adesso c’è, mentre prima era mancata”.

“La Regione – ha sottolineato Fioroni - è infatti pronta a sostenere il piano di rilancio dell’aeroporto e il necessario ripianamento delle perdite, anche nella denegata ipotesi in cui eventuali altri soci non partecipassero alla ricapitalizzazione di Sase, preferendo diluire la propria quota, ed è pronta a farlo individuando partner strategici. In base ai criteri del D.M. 521/1997, le quote delle società aeroportuali, diversamente che in passato, non devono più essere necessariamente controllate per oltre il 50 percento da soggetti pubblici e lo sviluppo dell’aeroporto internazionale di Perugia San Francesco d’Assisi, che dal 2015 è stato classificato tra gli aeroporti di interesse nazionale, non deve essere rallentato dall’eventuale mancata condivisione da parte dei soci di un piano strategico industriale che deve essere necessariamente ambizioso, oltre che oneroso stante gli effetti Covid e l’impatto a conto economico sull’esercizio 2020 di talune partite di crediti divenuti inesigibili, come ad esempio quelli relativi alla nota vicenda Fly Volare”.

“Dopo anni di scarsa attenzione alla gestione e lo sviluppo di Sase – continua il consigliere di maggioranza - per questa Amministrazione regionale l’aeroporto è assolutamente strategico per la ripresa dell’economia, del turismo e per la connettività della nostra Regione, anche ai fini della promozione e commercializzazione del Brand Umbria in un’ottica di place branding che lo renda maggiormente visibile ed attrattivo a livello nazionale ed internazionale Il processo di ricostruzione. Il Piano industriale 2021-2023, che prevede di raggiungere le principali località turistiche nazionali ed aprire rotte verso il Nord Europa nonché attivare un collegamento giornaliero con un Hub europeo come quello di Monaco di Baviera che consenta all’Umbria di collegarsi al mondo, traccia la rotta del rilancio per raggiungere i 500mila passeggeri necessari per la sostenibilità economica dell’aeroporto - conclude la vicepresidente Fioroni - ma devono essere anche esplorate le opportunità offerte dal Recovery Fund per l’incentivazione della mobilità aerea che consenta di raggiungere obiettivi di coesione territoriale, economica e sociale, nel solco di quel sistema di trasporto integrato con l’Alta Velocità, di cui le fermate di Orte e Terontola ed il raddoppio del Freccia Rossa sono un primo passo importante. Andrebbe inoltre previsto un collegamento veloce ferroviario tra l’aeroporto e le stazioni di Perugia e Foligno (Airport Express) per un rapido collegamento dell’aeroporto San Francesco d’Assisi con tutte le città d’Italia attraverso le dorsali adriatiche e tirreniche della TAV, consentendo al traffico turistico incoming di poter di pianificare in modo semplice ed istantaneo il proseguimento del proprio viaggio, sia esso in Umbria, se saremo stati bravi a promuovere il Brand Umbria, sia esso verso Roma, Firenze o altre destinazioni turistiche nazionali”.