Minorenne rivela in due temi scritti a scuola gli abusi sessuali subiti

Il pm ha avviato l’indagine a carico del cinquantaduenne zio acquisito della ragazzina, oggi 16enne
Perugia

Quando aveva 14 anni (oggi sedicenne) ha denunciato gli abusi sessuali in due temi scritti a scuola. Come riporta Il , la minorenne ha raccontato in un elaborato di terza media e in uno di primo superiore le violenze subite in casa, quando aveva sette anni, da parte dello zio, il compagno della sorella del padre.
A quanto sembra non era mai riuscita a parlarne con nessuno, prima di allora. 

In quel momento vivevano nello stesso immobile, nel perugino, in due diversi piani. E’ stato proprio il primo scritto, del 12 dicembre 2020, a far scattare la segnalazione al tribunale dei minori da parte del dirigente scolastico. La docente che l’ha corretto ha consegnato il testo al preside.

La 14enne parlava del trauma che l’aveva segnata, gli abusi subiti sul letto di casa. E’ partita la notifica al tribunale dei minori, poi la notizia di reato al tribunale competente, quello di Spoleto. Il pm  ha avviato l’indagine a carico del cinquantaduenne zio acquisito della ragazzina, oggi 16enne. Ma ha poi chiesto l’archiviazione. Ieri, in udienza al tribunale spoletino, Claudio Lombardi e Luca Gentili, avvocati dei genitori della minorenne, hanno presentato opposizione, chiedendo innanzitutto che venga effettuato l’incidente probatorio sulla presunta vittima.

La stessa che un anno dopo il primo tema, esattamente il 20 ottobre scorso, ha ribadito la sua versione in un altro lavoro in classe, stavolta in prima superiore, dal titolo “Mi descrivo e mi racconto”: ha ricordato il dramma di sette anni prima. Come a dire: dovete credermi. Nel frattempo è scattata l’inchiesta, sono stati sentiti i parenti, l’imputato - difeso da Angelo Casoli - e la nonna materna. In base alla ricostruzione della Procura dietro ci sarebbe una lite familiare sull’eredità della casa. Ergo: non ci sarebbero gli elementi validi per andare in giudizio. La minore è stata sentita dalla polizia, presente uno psicologo infantile, ma senza il vaglio del giudice. In quella sede ha comunque confermato gli episodi di abuso, che sarebbero stati ripetuti. Per questo gli avvocati della famiglia chiedono almeno di cristallizzare la sua versione. Il giudice per le indagini preliminari si è riservato la decisione.