Orvieto, torna alla luce una fornace del III sec. A.C.

Durante gli scavi a Campo della Fiera. La conferma che la produzione di ceramiche non ha mai avuto soste
Orvieto

Nel corso dei nuovi scavi condotti nell’area archeologica di Campo della Fiera di Orvieto è stata fatta una una nuova scoperta di notevole interesse. Si tratta di una fornace di forma rotonda utilizzata nel terzo secolo avanti Cristo per cuocere ceramiche.

La struttura - spiegano gli archeologi che conducono gli scavi - conserva ancora il sostegno centrale, destinato a sorreggere il piano forato della camera di combustione, e il piccolo corridoio che immetteva nell'ambiente per il fuoco. Sono stati rinvenuti distanziatori di varia forma che, posti tra un vaso e l'altro, impedivano alle ceramiche di aderire tra loro; ed anche alcuni scarti di lavorazione. "Ora i ceramisti orvietani - sottolineano gli archeologi - possono dire che la loro tradizione produttiva risale con sicurezza ad epoca molto antica e che la produzione locale di vasellame non ha mai avuto soste".

E’ di qualche tempo fa anche la scoperta di un mosaico composto da tessere nere e decorato da bellissime lastrine di marmo. In questo sito le ricerche archeologiche sono cominciate nel 2000 e hanno consentito di riportare alla luce uno straordinario complesso di strutture che, estendendosi per oltre cinque ettari, testimonia l’esistenza di una grande area sacra frequentata per più di 2000 anni, dal VI sec. a.C. al XV secolo. Il sito è stato riconosciuto quale sede del Fanum Voltumnae, ovvero il santuario federale della lega etrusca dove periodicamente si riunivano i rappresentanti delle dodici maggiori città per prendere decisioni in comune. Il santuario era dedicato al dio etrusco Veltune, Voltumna o Vertumnus per i Romani, il cui culto venne trasferito a Roma dopo la presa di Volsinii del 264 a.C.