Ospedale di Orvieto: si prepara la riapertura programmata e in sicurezza delle attività ordinarie

I vertici dell'Usl Umbria 2 hanno condiviso con i Direttori delle strutture complesse del “Santa Maria della Stella” le strategie organizzative
Orvieto

Come era stato anticipato nei giorni scorsi dal Sindaco, ieri mattina presso l’ospedale “Santa Maria della Stella” si è svolta la riunione operativa tra i vertici della Usl Umbria 2: Commissario Straordinario, Massimo De Fino e direttore sanitario, Camillo Giammartino, insieme al Sindaco di Orvieto, Roberta Tardani, al Direttore Sanitario del Presidio, Pietro Manzi e ai Direttori delle strutture complesse per fare il punto della situazione al fine di procedere alla riapertura programmata e in sicurezza delle attività ordinarie ancora sospese a seguito dell’emergenza sanitaria in atto. 

Al termine, nella sala convegni dell’Ospedale si è svolto - previo triage individuale e nel rispetto delle misure di sicurezza vigenti – l’incontro con gli operatori dell’informazione in apertura del quale il Commissario Straordinario, Dr. De Fino ha esordito dicendo di aver voluto incontrare, di comune accordo con il Sindaco, gli operatori dell’informazione “per chiarire ogni dubbio sulla situazione del presidio ospedaliero di Orvieto”.

Il Commissario Straordinario ha riferito dell’incontro avuto con tutte le direzioni delle UO dell’Ospedale ed ha ringraziato tutti gli operatori del territorio precisando che “il territorio orvietano ha retto bene grazie all’organizzazione adottata e al contributo fondamentale dei giovani medici delle Usca che hanno preso in carico tutti i pazienti Covid positivi e permesso l’effettuazione degli esami in telemedicina che hanno consentito la somministrazione, in sicurezza, di farmaci anche a soggetti in osservazione o affetti da Covid ma aventi altre patologie”.

“Con gli operatori di Orvieto – ha continuato - abbiamo attivato il sistema di tamponi orofaringei processati in altri ambiti ospedalieri. Posso dire che la prima macchina che è arrivata in Umbria arriverà ad Orvieto e potrà analizzare 2 tamponi all'ora consentendo di poter migliorare in sicurezza e in autonomia l’attività di triage ed avere la risposta immediata per poter gestire i pazienti. Ad oggi all’interno dell’Ospedale vengono effettuati 20/30 tamponi al giorno processati da Terni, Spoleto ed Istituto Zooprofilattico nell’arco di poche ore e restituiti con l’esito a questo Ospedale”. 

“Per la ripresa dell’attività ordinaria stiamo procedendo su due linee parallele: la parte ospedaliera e la parte ambulatoriale – ha proseguito - fino a questo momento per la parte chirurgica ospedaliera abbiamo attivato la procedura degli interventi differibili, ma già adesso stiamo chiamando le persone in lista di attesa. Anche dal punto di vista ambulatoriale stiamo espletando visite entro i 60 giorni previsti. Sempre dal punto di vista ambulatoriale programmeremo il nuovo assetto dell’attività organizzativa. In questo senso siamo in attesa della delibera della Giunta Regionale in cui saranno dati gli indirizzi per poter espletare anche le attività ambulatoriali da attuarsi secondo tutte le procedure in sicurezza. 

Intanto ci stiamo attrezzando. Stiamo cercando di acquisire il termo scanner modello aeroportuale per snellire gli accesi. Stiamo organizzando la prenotazione per chiamata al Cup, attivando la chiamata telefonica e permettendo il distanziamento e la sanificazione ambulatoriale da effettuarsi dopo ogni prestazione tra un paziente e l'altro. Funzionerà 12 ore al giorno, dalle 8:00 alle 20:00 quindi andremo a rivedere l’assetto organizzativo di ogni ambulatorio. 

Ogni presidio ospedaliero si sta riorganizzando con un'attività propria legata anche alle attività differibili e al buon andamento della gestione del Covid. Sugli ospedali di Terni e Perugia che hanno avuto più posti letto per malattie infettive e Covid e che oggi si stanno man mano liberando, i medici disponibili hanno ripreso la loro attività chirurgica per risolvere i problemi degli utenti in lista di attesa non per l’attività programmata”. 

“Quanto agli organici ovvero alle assunzioni di nuovi medici, abbiamo espletato gli avvisi per tutte le figure professionali. Purtroppo non siamo riusciti a trovare specialisti di medicina e chirurga d’urgenza di Pronto Soccorso. Ripeteremo l’avviso in maniera specifica per Orvieto. Stiamo anche cercando soluzioni alternative ricorrendo alla rete dei medici dei pronto soccorso dell’Azienda sanitaria con turni aggiuntivi. Un mese e mezzo fa abbiamo chiuso un concorso specifico per medici di pronto soccorso, con una graduatoria di 13 idonei, li abbiamo chiamati tutti ma purtroppo siamo riusciti ad assumerne 5, 4 di questi chiamati specificatamente per Orvieto non hanno risposto, quindi dobbiamo ricominciare daccapo. Gli attuali posti di Terapia Intensiva al Santa Maria della Stella, dove abbiamo potenziato il personale infermieristico, resteranno tutti. Ad oggi sono 4 su 5 le persone ricoverate in questa Terapia Intensiva. Infine, come azienda dovremo andare all’assunzione mediante bando, di 300 infermieri complessivamente  per le strutture di riferimento”.

“L’emergenza ci sarà fino al 31 luglio ma sicuramente sarà prorogata al 31 gennaio – ha proseguito - gli epidemiologi ci dicono di non abbassare la guardia perciò dobbiamo stare molto attenti. Attualmente siamo in grado di riuscire ad individuare i contagiati.

La Cardiologia non è chiusa. Quando è stato necessario procedere ad osservazione di soggetti dubbi, abbiamo dovuto ridurre l’emergenza-urgenza cardiologica. Lasceremo le cose, così come sono, ancora per un po’ di tempo e gradualmente liberare le aree. 

Vorrei precisare che si tratta di scelte strategiche che saranno fatte insieme con i Direttori di Dipartimento tenendo conto dell’evoluzione tecnologica e della competenza delle figure professionali. La specificità del territorio orvietano ha diritto a questo. Posso concludere che il mio viaggio ad Orvieto mi ha dato massima tranquillità per il prosieguo nel medio e lungo termine”.

Da parte sua il Sindaco, Roberta Tardani ha ringraziato "tutto il personale del presidio ospedaliero e del territorio che sta ancora lavorando in emergenza” ed ha sottolineato “a me preme ribadire che gli Ospedali sono ancora luoghi molto fragili. Nelle ultime ore mi è dispiaciuta la strumentalizzazione politica che è stata fatta relativamente alla ripartenza delle attività ordinarie. Abbiamo chiesto al Commissario Straordinario una attenzione speciale, oltre il Covid. Ovviamente c’è la necessità di intervenire in maniera puntuale sugli organici dell’Ospedale e su questo lavoreremo”.