«La Giunta Regionale è in grado di gestire la grave situazione sanitaria?»

I Radicali Perugia in una nota: “Tesei e Coletto si facciano esame di coscienza”
Opinoni

“Sono ormai molteplici i punti critici ancora irrisolti nonostante i proclami e le promesse annunciate da quasi un anno dalla Presidente Tesei e dall’Assessore Coletto”. Apre così, una nota a firma di Radicali Perugia inviata alle redazioni.

“Mentre il resto d’Italia sta ragionando su riaperture sempre più ampie – continua la nota -, gran parte della nostra Regione si trova in “zona rossa” senza che si possa intravedere una reale via d’uscita.

Pur comprendendo le difficoltà del momento e nella consapevolezza che forse nessuno può vantare di avere una soluzione in tasca immediatamente efficace, se certe criticità potevano essere preventivabili in un primo momento, ora non sono più tollerabili ed è lecito porsi la domanda se questa Giunta sia in grado di gestire l’emergenza oltre la navigazione a vista e l’incrociare le dita sperando nel calo dei contagi”.

“Chiediamo come prima – proseguono i Radicali Perugia - cosa maggiore trasparenza nella comunicazione dei dati e di come vengono utilizzati per prendere certe decisioni. Perché chiudere le scuole di ogni ordine e grado (infanzia compresa, un unicum nazionale) se i dati forniti dalla stessa regione non evidenziano particolari picchi di contagio in quelle fasce d’età? Perché limitare la zona rossa solamente alla provincia di Perugia se i dati forniti raccontano di un rapporto tra positivi e numero di test effettuati analogo per entrambe le province? E con quale criterio ad esempio è zona rossa anche il comune di Lugnano in Teverina che ha zero contagi?”.

“Come è possibile che nonostante da novembre, cioè dalla cosiddetta “seconda ondata”, la Regione Umbria abbia sempre adottato ordinanze più restrittive rispetto alle disposizioni nazionali, ci ritroviamo in questa situazione?”.

“Abbiamo assistito – si legge ancora nel comunicato - nel corso dei mesi al trasferimento dei malati in altre regioni, all’ingaggio di salvatori della patria che in un battibaleno avrebbero dovuto risolvere ogni problema, ad un estenuante e sconfortante balletto su un ospedale da campo finanziato da Banca d’Italia fin da aprile, più volte inaugurato e non ancora pienamente operativo.

“Come è possibile che a distanza di tempo le strutture sanitarie non siano state adeguatamente rafforzate, soprattutto con personale aggiuntivo, tanto che ci troviamo oggi costretti a sospendere gli interventi e le visite programmate non caratterizzate da urgenza? Perché nel resto d’Italia si è riusciti ad assumere un congruo numero di personale sanitario, mentre in Umbria il pallottoliere si è fermato a poche decine di unità tanto da doverne chiedere oggi in prestito da altre regioni?”.

“Come è possibile che ancora ci sia una notevole mancanza di organizzazione in alcuni aspetti fondamentali quali il tracciamento dei positivi e la celerità nell’effettuare i test molecolari?

Ancora ieri in Consiglio Regionale la Presidente Tesei ha rilanciato le stesse promesse fatte mesi fa: come possiamo pensare che ora saranno rispettate?”.

“Cosa succederà – si legge a conclusione della nota - da qui al 21 febbraio quando scadrà l’ultima Ordinanza? Quali saranno i parametri a guidare le scelte future?

Mai come oggi vanno date risposte chiare ai cittadini e temiamo che la Giunta non sia in grado di darne. Già le prime modalità della campagna di vaccinazione di massa sembrano confuse.

La Presidente Tesei e l’Assessore Coletto si facciano un approfondito esame di coscienza e nel caso traggano le conclusioni più opportune”.