Il commissario del Pd Verini, come un'eco del passato

In vista delle regionali ripete le cose di sempre
Opinioni

Di Alberto Laganà - E' inutile il Pd vive nel passsato... per dimenticare il presente fatto di fallimenti e di occasioni perse. E con questo viatico ci si appresta alle elezioni Regionali che saranno un bagno di sangue.

Verini sembra Alice nel paese delle meraviglie: dopo aver sfruttato per decenni gli alleati di centrosinistra, iniziando dal Pri, poi il Pli, Psdi, Democratici, Italia dei Valori per poi gestire tutto come cosa loro, cerca nuovi alleati come le sirene cercavano di adescare i naviganti.

E ancora, quasi soffrisse di un disturbo bipolare afferma candidamente “discutiamo innanzitutto, per esempio, su come combattere le vecchie e nuove povertà in Umbria, le fragilità, le richieste aumentate di protezione sociale”, dimenticandosi di aver cancellato l'articolo 18, votato la legge Fornero, contrastato il Reddito di cittadinanza ed ora opponendosi al salario minimo.

Poi prosegue assicurando “forti discontinuità e rinnovamento. nelle idee, e anche nelle persone”.

Tutto questo mentre i suoi caporali truccavano concorsi, controllavano la sanità e si sono infilati in tutti gli organismi pubblici, in primis la Regione e le partecipate.

Gli umbri chiedono aria nuova e rappresentanti degni di questo nome, non un ufficio di collocamento di amici e parenti. Verini avrebbe fatto meglio a tacere e cospargersi il capo di cenere ammettendo tutti i fallimenti di questi decenni perchè anche lui è corresponsabile.

Gli umbri non dimenticano e sceglieranno il primo pifferaio di passaggio piuttosto che ripetere gli errori del passato dando fiducia a persone che non lo meritano, come hanno fatto in quasi tutti i comuni.