Flagellata dal Covid, l’Unione Europea riscopre la solidarietà

Nel 2021 annunciato il varo di una “plastic tax” comunitaria. Cresce l’uso delle energie rinnovabili
Opinioni

di Bruno Di Pilla - Paradossalmente spronata dal flagello della pandemia dilagante, l’Unione Europea ha ritrovato la diritta via dantesca della smarrita solidarietà. Dimenticato in fretta il forfait della Gran Bretagna e pressoché archiviati gli esasperati nazionalismi di alcuni Paesi membri (eccezion fatta per Ungheria e Polonia), il Vecchio Continente sembra aver riacquisito coscienza del proprio ruolo sullo scacchiere planetario. Ed è tornato d’attualità il sogno di un’Europa davvero unita e libera da tentacoli esterni, coltivato con ardore da Spinelli, Rossi e Colorni, nel 1944 estensori del Manifesto di Ventotene.

Ha ripreso slancio lo spirito europeista di Segni, Adenauer e Schuman, nel 1951 artefici della CECA, primo passo sulla via della nascita della CEE, istituita a Roma sei anni più tardi e divenuta UEM nel 1999, quando entrò in vigore la moneta unica anche grazie all’encomiabile impegno del grande Italiano Carlo Azeglio Ciampi. Il Trattato di Lisbona, ratificato nel 2007 ed entrato in vigore il 1° dicembre 2009, ha poi aggiunto un ulteriore tassello al mosaico di una Costituzione vigente per tutti gli Stati. Ora l’Europa dei 27 avrebbe urgente bisogno di Forze Armate congiunte, dell’unione bancaria e finanziaria, di un solo ministro degli esteri, di politiche strategiche condivise.

Il “Recovery Fund” e le altre misure economiche adottate per sconfiggere la povertà sono segnali incoraggianti in vista del terzo decennio del XXI secolo. Sul fronte valutario conforta la vitalità dell’euro, che contrasta con efficacia le superdivise mondiali, dollaro, yuan, rublo, sterlina, yen, così come inducono ad un cauto ottimismo la lotta all’inquinamento climatico tramite un crescente ricorso alle energie rinnovabili e l’annunciata adozione, nel 2021, di una “plastic tax” comunitaria. Viribus unitis, unendo le forze, l’Europa si salva.