Auspicabile una colletta, in Umbria, per sottoporre al tampone tutti i residenti

Servirebbero circa 24 milioni. L’esempio della Regione Veneto, in attesa di un intervento dello Stato
Opinioni

di Bruno Di Pilla - Ecco perché il Governatore del Veneto Zaia ha potuto disporre, sua sponte, di sua spontanea volontà e senza consultare preventivamente il Premier Conte, l’obbligatorietà del tampone per tutti i residenti nella sua Regione: ha trovato i soldi necessari grazie ad un “pool” di facoltosi imprenditori locali, che hanno organizzato, in tempi brevissimi, una colletta per frenare l’avanzata del virus e la moltiplicazione dei contagi. Le altre Regioni non potrebbero imitarne il modus operandi?

Anche la nostra Umbria potrebbe intraprendere lo stesso percorso, in attesa che il Governo centrale imponga a tutti i connazionali la necessità di sottoporsi al tampone, misura che consentirebbe di “stanare” i soggetti asintomatici che, pur essendo infetti proprio come sintomatici e presintomatici, non sviluppano personalmente il morbo, ma, loro malgrado, possono trasmetterlo ad altri. Come ha rivelato il giornalista dott. Mario Mariano, addetto stampa dell'ospedale perugino “Santa Maria della Misericordia”, ogni tampone costa 30 euro e noi umbri siamo, all’incirca, 800.000. Ne consegue che la spesa complessiva dello “screening” di massa ammonterebbe a 24 milioni, somma non certo astronomica al cui reperimento potrebbero contribuire non solo personaggi ed imprenditori abbienti dell’oasi verde d’Italia, ma anche, nel rispetto della libera scelta e delle possibilità economiche di ciascuno, cittadini benestanti e di buon cuore.

Di una simile strategia operativa, ovviamente, sempre che la si giudichi opportuna e fattibile, dovrebbe occuparsi la Governatrice dell’Umbria Donatella Tesei, cui spetterebbe l’eventuale compito di ottenere il “placet” della Giunta di Palazzo Cesaroni e di lanciare l’iniziativa, chiamando a raccolta i corregionali di buona volontà. Concreti esempi di solidarietà, in questa direzione, non mancano.

Tra gli altri, Silvio Berlusconi ha donato 10 milioni di euro agli ospedali milanesi e l’ex calciatore Francesco Totti, storico capitano della Roma, ha regalato all’Istituto capitolino “Lazzaro Spallanzani” 5 macchinari essenziali, e di ultimissima generazione, per la lotta al coronavirus. Sarebbe auspicabile che anche l’Umbria, patria di Benedetto da Norcia e Francesco d’Assisi, si segnalasse per episodi di altruismo e generosità.