Cresce in Europa l’odio dei sovranisti verso i migranti

12 Paesi comunitari chiedono soldi alla UE per costruire muri tecnologici invalicabili
Opinioni

di Bruno Di Pilla - Sovranisti scatenati in Europa. Accomunati dal tremendo virus dell’odio verso i migranti, 12 Paesi unionisti (su 27) non si accontentano più di muri, reticolati e fili spinati “autoctoni” per respingere i disperati che fuggono da guerre e carestie, ma addirittura chiedono soldi alla Comunità per erigere barriere tecnologiche dotate di droni e sofisticati congegni elettronici e militari che sappiano azzerare ogni tentativo d’infiltrazione “nemica”, magari con l’eliminazione fisica dei più testardi scalatori. Sobillati dai governanti ungheresi e polacchi – questi ultimi immèmori dei valori di solidarietà e fratellanza universale per decenni invocati dal conterraneo Giovanni Paolo II – altri 10 Stati membri pretendono, con inaudita impudenza, adeguati fondi comunitari per “salvaguardare” le rispettive identità nazionali, secondo loro minacciate dall’invasione dei barbari.

A nulla valgono le rassicurazioni fornite dagli organi comunitari sui già delineati piani di un’equa ripartizione quantitativa dei profughi da accogliere e dell’espulsione dei delinquenti, né servono gli accorati appelli al rispetto dei più elementari doveri sancìti dal Trattato di Lisbona e dal diritto internazionale. Per buona sorte, non hanno tardato a levarsi voci sdegnate e vibranti proteste contro l’ignobile istanza economica dei 12 Paesi ribelli. Ne hanno condannato con forza il modus operandi i Presidenti della Commissione Ursula von der Leyen e dell’Europarlamento David Sassoli, che non hanno esitato a stimolare l’immediata reazione delle altre 15 Nazioni unioniste. Se infatti ai sovranisti si aggiungessero ulteriori prosèliti, vacillerebbe la Comunità sorta con tanto entusiasmo a Roma nel 1957, poi divenuta UE nel 1993 con i Trattati di Maastricht.