Umbria, sanità malata nonostante ottimi operatori

Per qualche pugno di voti creati ospedali bonsai
Opinioni

di Alberto Laganà. Come va la sanità umbra? A sentire quanti, dopo una lunga fila ai vari Cup, danno un loro giudizio, in modo pessimo; ma non è così. Semmai è la gestione e l’organizzazione che ha bisogno di molti correttivi perchè alimenta gli sprechi.Le cronache ed i social sono pieni di lodi verso gli operatori per la loro professionalità anche perché hanno molti anni d’esperienza, quello che manca, semmai, in questo versante, è la crescita di nuove leve perché l’età media è abbastanza alta ed il numero chiuso all’università di medicina sommata a ‘quota cento’ creerà ben presto grossi problemi.

Se, come dicevamo, l’umore è quello che si respira nei Cup, dovremmo dare un giudizio pessimo su come è stata pensata, diretta e gestita la sanità pubblica negli ultimi decenni.

Se fosse gestita da manager privati la prima cosa che farebbero cambierebbero tutti i dirigenti d’estrazione politica la cui unica preoccupazione è portare voti ai politici di riferimento, poi sfoltirebbero il settore amministrativo anche qui regno di politici trombati o a fine carriera.

Quindi si passerebbero al setaccio i tanti ospedali bonsai creati dal Pd solo per fini elettorali, per raccattare qualche pugno di voti ma scontentando alla fine tutti.Per la popolazione umbra sarebbero bastati 3 ospedali, quelli delle tre città principali, naturalmente potenziati e dotati di strutture all’avanguardia. Invece a questi sono stati tolti posti letto redistribuiti in realtà marginali e sotto utilizzati.Anche perché se c’è bisogno di un intervento ospedaliero serio nessuno si sogna di andare in piccole strutture, quindi sono state sottratte risorse a danno di tutti gli umbri.Lo stesso va detto quando si tratta di fare analisi: A Perugia, Foligno e Terni vi sono lunghe file d’attesa ed allora ecco che gli unici posti liberi sono magari a Gubbio o a Orvieto, costringendo i malcapitati che ne hanno bisogno a fare anche un centinaio di chilometri solo per poter tenere in vita strutture altrimenti inutilizzate.

Speriamo vivamente che questo sistema abbia presto fine e che la sanità umbra non sia solo eccellente, ma risponda anche alle necessità reali di quanti la utilizzano o vi lavorano.