Violenti e razzisti scatenati, serve più coraggio da parte dei cittadini

Orrore per le stragi compiute in nome della supremazia bianca
Opinioni

di Bruno Di Pilla - Le coscienze dei giusti reagiscano alla spaventosa tragedia in Nuova Zelanda, dove la follia degli empi ha strappato alla vita decine di persone innocenti. Si prenda esempio dalla pacifica e cosmopolita marcia, a Milano, dei 200.000 di “People, prima le persone”. La manifestazione infonda nei cuori il coraggio civile di denunciare i violenti, a qualunque cosca appartengano.

In Francia, vengano identificati e sbattuti in galera i vandali che, dopo ignobili incursioni nei cimiteri ebraici, hanno profanato ed abbattuto la stele commemorativa della Sinagoga di Strasburgo (città - simbolo, sede dell’Europarlamento) già distrutta dalla furia nazista nel 1941. In diversi Stati del mondo, Italia compresa, riemergono dalle tenebre antisemiti e razzisti, che compiono stragi d’innocenti, né si vergognano di saccheggiare, vigliaccamente, luoghi di sepoltura, monumenti rievocativi e templi aperti al culto.

Basta con l’omertà e la paura di assicurare alla giustizia gli individui, accecati dal rancore e dall’odio, che si macchiano d’infami delitti, sparando alla cieca sulla gente o, addirittura, violando la sacralità delle tombe e la memoria dei defunti. Si riscopra ovunque, senza timore, il dovere di cooperare sul fronte della tutela, gelosa, dei valori fondanti di ogni società libera e democratica. Così come, a parte le provvidenziali retate delle Forze dell’Ordine, il cittadino mai più chini il capo, facendo finta di nulla, quando vede chi attenta alla salute ed alla stessa vita di soggetti inermi, spacciando droga o aggredendo ignari viandanti.

D’altronde, l’art. 54 della Costituzione Italiana impone a tutti i connazionali l’obbligo di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne le leggi, elevando la soglia di vigilanza contro i criminali. Quanto mai attuali risultano l’honeste vivere e l’alterum non laedere dell’illustre progenitore Seneca, esortazioni pronunciate duemila anni fa. L’umanità è una grande famiglia, dalla quale vanno estirpati senza pietà quanti, ritenendosi superiori, si comportano come belve assetate di sangue.