L'inflazione alimentare aggrava la povertà

Due milioni di famiglie italiane ricorrono alle mense Caritas
Opinioni

di Bruno Di Pilla - La crescente povertà causata dall'incontrollabile diffusione del Covid, con 2 milioni di famiglie italiane in grave sofferenza e spesso costrette a rivolgersi alle mense Caritas, è ulteriormente alimentata dall'inflazione alimentare di materie prime fondamentali, quali riso, grano, soia, zucchero, olio. Ogni giorno le massaie se ne accorgono quando si recano in supermercati e negozi. Il boom dei prezzi, che riguarda pure altre "commodities" indispensabili per infrastrutture, prodotti innovativi e per la stessa transizione ecologica (rame, cobalto, nickel, materiali ferrosi, palladio, manganese, litio, grafite, oro), crea ulteriori problemi a Paesi, Italia in testa, già duramente provati dall'emergenza sanitaria.

Le cause sono ovviamente da ricercarsi nella vertiginosa ascesa della domanda e nella scarsità dell'offerta, nonché negli inevitabili ostacoli che incontra la distribuzione territoriale, con il crollo dei voli commerciali, i quadruplicati costi del noleggio di containers ed il conseguente blocco dei porti, con interminabili liste d'attesa per lo scarico a terra e la consegna dei materiali. Tutto ciò determina la lievitazione dei costi di produzione, che vengono ovviamente traslati sui cittadini consumatori. E' anche opportuno ricordare che, ad esempio, le batterie delle tanto reclamizzate auto elettriche si "nutrono" di ioni di litio, metallo soprattutto reperibile ed estraibile in Argentina, Cile ed Australia. Tuttavia, considerata l'esponenziale crescita del tasso di povertà dei nuclei familiari, non solo italiani, a preoccupare politici ed economisti è l'inflazione delle materie prime alimentari. Sfamare la gente e sradicare la disoccupazione sono i doveri prioritari di ogni Governo.