Sempre più urgenti opere infrastrutturali per mettere in sicurezza l’Umbria

La sinistra non ascolta più i suoi elettori che non vogliono la Tav ma opere utili
Opinioni

Di Alberto Laganà - Mentre si riacutizza lo scontro tutto interno al Pd se andare a sinistra (Zingaretti), o andare verso il centro destra macroniano (Renzi) i massimi esponenti umbri, ormai lontani mille miglia dai propri elettori, si battono e hanno partecipato a manifestazioni per realizzare in Piemonte la Tav.

Proprio mentre la Quadrilatero, nel tratto Perugia-Ancona, rischia di non essere più ultimata mandando in fallimento molte imprese subappaltatrici del territorio che non ricevono i soldi pattuiti per i lavori effettuati.

E si rischia di non ultimarla perché il Pd è tutto preso da contrastare questo governo invece di pensare agli interessi di casa propria.

E ancora, c’è una E45 praticamente impraticabile perché pericolosa e in tutti questi anni di governo amico non sono riusciti a prendere uno straccio di finanziamento pubblico per riammodernarla.

Va dato atto, nonostante tutte le pecche ed i processi affrontati, che l’unica di sinistra e dalemiana Lorenzetti, è riuscita a portare a casa la Foligno-Civitanova un capolavoro di ingegneria ed utilità che è riuscita a togliere dall’isolamento l’Umbria.

Sulle emergenze c’è da aggiungere tutta la viabilità della Valnerina, con la Galleria che porta ad Ascoli aperta solo temporaneamente in attesa di altri lavori.

E poi il progetto della Tre Valli ancora tutto sulla carta.

Insomma viviamo in un’Umbria allo sbando, senza progetti, con i politici locali tutti proiettati fuori dai nostri confini e con una Lega emergente che prende voti nella nostra regione anche per realizzare la tanto attesa secessione del nord e pronta a fare una crisi di governo per appoggiare infrastrutture tutte rigorosamente al nord del Po.