Il nuovo probabile equilibrio politico dei prossimi dieci anni

Tutto nasce dalla mossa incomprensibile di Salvini di sfilarsi dal Governo per fare una rivoluzione in solitaria
Opinioni

Di Alberto Laganà - All’ombra della situazione sanitaria nazionale si stanno delineando i nuovi equilibri politici dei prossimi dieci anni e, come costume italiano, non ci saranno rivoluzioni ma aggiustamenti nel solco della continuità.

Tutto nasce dalla mossa incomprensibile di Salvini di sfilarsi dal Governo per fare una rivoluzione in solitaria, non riuscita neppure al Movimento 5 Stelle, frutto probabilmente della sua formazione politica giovanile d’ispirazione comunista. E come il vecchio Pci è destinato a restare all’opposizione a vita perché i suoi partner, in primis ciò che resta di Forza Italia, hanno chiaro che per i prossimi dieci anni poco cambierà.

L’esca, lanciata democristianamente da Conte di far partecipare l’opposizione alla ricostruzione del Paese, sta facendo proseliti anche in Fdi, al quale non basta aumentare i consensi a danno della Lega, se poi non hai niente in cambio ed è chiaro a tutti che il governo durerà fino al 2023 e deciderà anche il nome del prossimo Presidente della Repubblica.

L’aria che tira l’ha capita da subito il solito Letta (FI), mandato in avanscoperta da Berlusconi ormai più interessato alle sue aziende e alla grande opportunità di creare un network televisivo europeo, più che alle beghe di palazzo, cosa possibile solo con il benestare di chi ha i numeri in parlamento ed ha il potere contrattuale in Europa.

Ma il vincitore assoluto è lo sconosciuto avvocato di provincia Giuseppe Conte che si è creato all’inizio un forte alleato nei 5 Stelle e da lì è partito per ridisegnare il quadro politico italiano. E’ presentabile e nient’affatto rozzo, è motivato e soprattutto agli occhi degli italiani è quello che educatamente ha sbattuto i pugni sul tavolo della Comunità Europea riconquistando una dignità nazionale. Sicuramente in autunno prenderà in Sardegna il seggio senatoriale che è stato dell’M5S sancendo un matrimonio di fatto.

Il Pd, arrivato quasi alla frutta per una serie inenarrabile di scandali, ha trovato la sponda giusta per rifarsi una verginità grazie alla duttilità ed alla benevolenza dei pentastellati, fattisi politicamente più esperti, i quali hanno capito che è meglio un uovo oggi che una gallina domani. Questa generosità gli emuli di Grillo l’hanno pagata in consensi ma i risultati stanno dando loro ragione: la maggior parte delle leggi adottate hanno la loro firma od il loro contributo fondamentale e soprattutto, dopo incertezze iniziali, si sono dimostrati pragmatici e duttili come richiede la politica italiana.

L’Italia è ad un bivio, se la collaborazione tra le varie forze in campo sarà veramente costruttiva, ricalcando quanto già avvenuto in Germania, non è escluso che dalle attuali macerie possa nascere la nuova Italia del terzo millennio, starà agli italiani poi premiare chi più si è battuto per dare un futuro alle nuove generazioni.