Fase 2 coronavirus, Papa Francesco d'accordo con il premier Conte

Assembramenti pericolosi con il virus in agguato. Sbarrate anche le scuole, ma fede e scienza non conoscono barriere
Opinioni

di Bruno Di Pilla - Papa Francesco è d’accordo con Conte sulle ultime disposizioni del Governo. Malgrado le proteste dei Vescovi della CEI, che avrebbero voluto la riapertura delle chiese con celebrazioni eucaristiche aperte ai fedeli, il Pontefice, supportato dai seguaci della confessione evangelica, ha condiviso senza esitare la saggia decisione del premier di vietare ogni tipo d’assembramento, anche nei templi, nella cosiddetta fase 2.

Inutile illudersi che il coronavirus si stia dileguando o abbia comunque smarrito gran parte della sua letale aggressività. D’altronde mai, come in questi tempi di chiusura forzata dei cittadini in casa, Messe e riti liturgici sono stati seguiti con tanta intensità e partecipazione, sia pure in modo virtuale, tramite televisioni pubbliche e private o sul web.

Dalle stesse rilevazioni statistiche, ad esempio, emerge che Rai 1 e TV 2000 hanno riscosso grandi successi ogniqualvolta hanno trasmesso sacrifici eucaristici, preghiere, rosari e messaggi spirituali. La fede non conosce barriere o restrizioni di sorta. Così come procede spedito il cammino dei credenti verso la celebrazione della Pentecoste cristiana domenica 31 maggio e dell’omologa “Shavuòth” ebraica, in programma il 29 e 30 maggio.

La cautela è d’obbligo, in questi tempi di dura lotta contro un morbo che ha già ucciso più di 200.000 persone nel mondo ed oltre 26.000 nostri concittadini. Pure la chiusura ad oltranza delle scuole può dispiacere alle famiglie ed ai quasi 9 milioni di studenti italiani, i cui itinerari cognitivi, peraltro, proseguono senza soste via internet. Proprio come la fede, anche cultura e scienza varcano in scioltezza le mura domestiche ed i portoni degli istituti sbarrati dal virus.