I maghi millantatori e l’imbroglio degli oroscopi

Non serviva un veggente per predire la caduta del Governo in Umbria
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Di Adriano Marinensi - Più o meno un quarto di secolo fa Terni ebbe un bizzarro tocco di rinomanza: fummo posti in alto nella classifica redatta in base al numero degli operatori dell’occulto “accreditati” in città. Per dirla in dialetto, le “sdrolighe” (sta per fattucchiere) avevano marcato una presenza esagerata e di varia marioleria. Sicuramente da non menarne vanto.
Pongo subito in chiaro il mio pensiero in materia: fare l’oroscopo, basato sull’astrologia ed i segni zodiacali, vuol dire mettere in fila le parole, andando – lo ridico in vernacolo – “a caccia a micchi”. Con le lusinghe della magia che pretende di leggere il futuro. M’è tornato in memoria quel record balzano, nell’osservare, in edicola, la fioritura di divinazioni che, all’inizio d’ogni anno, impegnano spazi indebiti in mezzo ai notiziari. Cioè la scienza esatta della cronaca quotidiana, adulterata dall’inquinamento della premonizione fondata sul nulla. Con il Toro che entra nella Vergine e i Pesci che escono dall’Acquario.

Ricordate la favola di Biancaneve ingannata dalla maga con la mela avvelenata?
La gelosa matrigna che si trasforma in una vecchia strega e la sprofonda nella catalessi. La “carognona” avverso il candore dell’innocenza.
Se non fossero intervenuti i 7 nani e il principe azzurro, la povera fanciulla sarebbe rimasta addormentata nei secoli dei secoli. Come dire i maghi attuali che ancora circolano a piede libero a nocumento dei creduloni che danno retta all’arcano ingannatore.
Se l’informatore non fu mendace, pare che esista una sorta di “telefono antiplagio” al quale possono rivolgersi le moderne biancaneve che si ritengono vittime di fattucchiere, veggenti, sensitivi, divinatori, indovini e cambiamestieri di varia risma. I quali (o le quali) ti danno la sola, manipolando a vanvera le carte buone solamente per fare una scopetta nella gargotta dell’Oste della mal’ora. Tutti lettori del futuro, incapaci di fare un terno al lotto neppure a sorte già avvenuta.

Mentono sapendo di mentire, a scopo di lucro e per appuntamento. Nei loro studi, quasi fossero professionisti d’alta scuola e non autoproclamatisi talvolta persino praticoni e guaritori. Ti vendono pure talismani, a sentir loro, dissuasori di negatività, efficaci per combattere qualsiasi avversità della vita. Trattasi invece di armi caricate a salve e vendute talvolta a prezzi esosi con guadagni esenti da ogni e qualsiasi tributo.
  E le pozioni d’amore? Filtri magici incapaci di farti prendere una cotta manco per Sofia Loren ai tempi fulgidi della “Ciociara”.

Per me che sono nato sotto il segno del Cancro, uno di questi merlini ha certificato: “Per te l’amore è sogno e rapimento dei sensi, ma soprattutto un concerto di cuori che battono all’unisono”. Poi una serie di baggianate simili a questa ed una conclusione secca e ammiccante: “Agosto sexy!” Ho dato un’occhiata all’anagrafe e mi sono detto: Avendo passato gli “anta” da diverso tempo, ti ci vedi impegnato a fondo, in piena estate, nel concerto sexy di cuori che battono all’unisono? Mi sa proprio di no. Dunque, occhio, malocchio, prezzemolo e finocchio: insomma, tutte fregnacce e, peggio ancora, clamorose fregature. Sveglia ragazzi, siamo nel terzo millennio!

Mi rendo conto di aver dato indebita importanza alla mistificazione e quindi passo al altro tema molto più serio. Riguarda lo sconvolgimento verificatosi, nel giro di pochi anni, in Umbria. E’ naufragato un progetto politico - amministrativo portato avanti dalle forze autenticamente popolari, affidando il futuro nelle mani di una coalizione di stampo oligarchico e conservatore, a causa di un cambio di direzione dell’elettorato. All’indomani delle consultazioni del 2017, scrissi, su queste colonne, una nota che aveva per titolo “Se le roccaforti (di sinistra) cadono, la resa è vicina”. Le elezioni avevano decretato la vittoria della coalizione di destra in alcune realtà di opposta tradizione. Esempi erano in Piemonte, Liguria, Toscana, Emilia Romagna. Posi l’interrogativo: “E in Umbria?” Aggiungendo: “Perugia è già caduta e ci sono le condizioni perché, alla prossima occasione, Terni subisca il secondo deragliamento della sua storia amministrativa post bellica. Così, per l’ex regione rossa - conclusi - il paradigma della sconfitta sarà completato.” Se sommiamo il successivo naufragio del governo regionale, la nemesi oggi appare completa.

Non mi piace fare l’uccello del malaugurio, però questa volta il ruolo spiacevole mi è toccato. Senza neppure essere un mago oppure un azzeccagarbugli dell’ incantesimo. L’aspetto che inquieta è il terremoto; quello che fa rabbia la mancata reazione. Tutto è rimasto conservato sotto le macerie, compresa la voglia di rivincita. La presa del potere da parte del “nemico” grava sul sistema democratico umbro; il sovranismo manipolatore che solennizza nei selfie l’immagine prevalente e prepotente, ha battuto la visione sociale aperta del popolarismo solidale. Al netto degli “inciampi” giudiziari che fanno carico per intero a chi ne è stato l’autore, gli ideali che hanno guidato il cammino della democrazia, In Umbria, restano immutati. E la storia ci insegna che sono stati sempre i valori e gli ideali a fare la differenza.

Non vi è somiglianza e neppure similitudine tra il pensiero delle componenti di ispirazione popolare e il credo dei partiti orientati verso la ricerca dei pieni poteri che abbiamo già sperimentati in un passato non molto remoto. Vi è una difformità culturale tra il modello di ricerca della collaborazione internazionale in difesa della pace e dello sviluppo e la chiusura arcigna a (falso) presidio del “sacro suolo della patria”. Ai costruttori di ponti si oppongono i fabbricanti di muri. La partita si gioca ora tra solidarietà e rifiuto, tra la politica di servizio alla comunità e l’operazione di semplice conquista del comando, tra rispetto civile e xenofobia. Il sociologo Franco Ferrarotti, nel suo saggio ”Oltre il razzismo”, esprime un concetto pienamente condivisibile: “Qualunque essere venga al mondo è titolare di un diritto originario di umanità che toglie ogni fondamento alla pretesa razzistica. Cade quindi la cesura tra hominitas e humanitas.”

Dobbiamo fare in modo che gli elettori tornino a scegliere per convinzione di coscienza e con profonda sensibilità democratica. E i giovani restituiscano credibilità alla politica, magari riscoprendo pregresse passioni. E’ essenziale consolidare il primato delle Istituzioni, la cultura della responsabilità e del senso civico, dei quali ha parlato il Presidente della Repubblica. Il “rinascimento” del centrosinistra in Umbria, si lega alla originalità della proposta programmatica ed al rigore morale dei suoi dirigenti; nell’unità e senza infingimenti. Rimettendo al centro i fattori essenziali che debbono caratterizzare il confronto e nobilitare la qualità del fare politica, nell’esclusivo interesse dei cittadini. Ripeto: nell’unità e senza infingimenti. Altrimenti, i tempi avversi saranno lunghi.