«Mobilità al collasso e la politica sta a guardare»

Rifondazione comunista mette il dito nella piaga del traffico paralizzato
Opinioni

di Ennio Flamini * - Dopo un anno dall'inizio del caos, Perugia, capoluogo di regione, continua a sopportare un traffico spaventoso. Un collasso dovuto alla mobilità regionale e nazionale sulla E45.

A poche settimane da eventi quali Eurochocolate e i Baracconi, che porteranno un ulteriore traffico a Perugia e in Umbria, Regione e Comune non hanno ancora prospettato alcuna soluzione.
E' facile prevedere che sarà un disastro. Non è più possibile ricorrere allo scaricabarile sull'Anas o confidare nella pazienza dei perugini.
Gli autobus ritardano, la qualità dell'aria precipita. Il Piano dei Trasporti, che prevedeva misure di mobilità alternativa, è ancora nel cassetto. Mentre si è festeggiato per l'apertura della Perugia-Ancona che permetterà ai perugini di andare al mare in un'ora, il nodo di Perugia resta ancora una chimera. E così per andare da Parlesca a Castel del Piano occorre un'ora. Come per andare al mare.
Oltre al danno la beffa.
I treni della Fcu non possono superare i 50 km orari per motivi di sicurezza. In un contesto del genere è evidente che le amministrazioni regionale e comunale non governano, non programmano, non pianificano. Basti pensare alle nuove lottizzazioni a Perugia, per la verità autorizzate dalla Giunta Regionale già nel 2011, o al possibile insediamento di Ikea a Collestrada. Romizi, dopo essere arrivato alla fine delle inaugurazioni di opere già previste, è tutto concentrato su come far arrivare le auto in Piazza Italia, la Marini è ancora alle prese con la vicenda delle nomine in sanità.
Una soluzione c'è però: se i nostri amministratori hanno deciso di non governare almeno si dimettano.

* Segretario regionale di Rifondazione comunista dell'Umbria