Analisi del voto umbro in chiave nazionale

Salvini preoccupato per l’inatteso exploit della Meloni
Opinioni

Di Alberto Laganà - Tutti gli osservatori politici si sono soffermati solo sulla sconfitta dell’inedita coalizione giallo rosa nelle recenti elezioni regionali umbre, senza accorgersi che nel centrodestra da qualche tempo è guerra aperta tra Salvini e Meloni.

Le avvisaglie si erano avute nei mesi scorsi quando il leader della Lega voleva sbarazzarsi dell’ingombrante alleata facendola correre da sindaco a Roma, ricevendone però un netto rifiuto.

Il capo dei Fratelli d’Italia aveva anche mal digerito l’invadenza di Matteo nell’ultima manifestazione nella Capitale e più recentemente la sua investitura da parte di Berlusconi l’ha spinta a marcare le distanze tra le due idee di destra: una a trazione nordista e l’altra nazionalista tradizionale che mai accetterebbe le riforme in senso federale chieste da Veneto e Lombardia e che ormai possono dirsi sepolte.

In più la Meloni ha marciato sempre dritta per la sua strada e non ha fatto accordi con i 5 Stelle, accordi che avevano favorito Salvini in quanto gli elettori del Meridione si sentivano garantiti da Di Maio e soci e tutto il nord lo aveva acclamato come capo naturale; venendo meno questa sicurezza è prevedibile che Fratelli d’Italia avrà la strada spianata anche dal Po in giù.

Le ultime dichiarazioni fatte proprio in queste ore dalla combattiva leader non fanno dormire sonni tranquilli a chi credeva, in casa Lega, che i giochi sui nomi dei prossimi candidati alle Regionali fossero fatti.

La Meloni ha detto in poche parole che il suo partito aveva già dato e che tutti i prossimi presidenti li sceglierà lei in quanto fino ad oggi le carte le ha date il suo compagno di cordata e pertanto basta con nomi imposti da Matteo.

Questi forti mal di pancia nazionali hanno ripercussioni anche locali: dalla Sardegna alle principali città umbre si rimarca che senza l’apporto decisivo dei Fratelli d’Italia il centrodestra sarebbe stato sconfitto ovunque, compresa probabilmente la nostra regione e il partito non se la sente di fare la figura del donatore di sangue.

Queste fibrillazioni lasceranno il segno, tanto più che Forza Italia è pressochè scomparsa dal panorama politico italiano ed era l’unica forza del centrodestra che faceva da moderatrice tra le due ali estreme della coalizione e la combattiva leader romana è decisa a passare all’incasso per il suo crescente consenso e non vuole essere un semplice invitato o peggio un alleato fastidioso, tanto più che Salvini ha detto a più riprese che avrebbe corso nelle future elezioni nazionali da solo, salvo poi correggersi… ma il guaio era già stato fatto palesando le sue mire.