Coronavirus, mascherine e guanti obbligatori per tutti

Necessario un decreto-legge del Governo. Allarme ONU sul dilagante razzismo nei confronti di poveri, anziani, immigrati
Opinioni

di Bruno Di Pilla - Mascherine e guanti obbligatori per tutti, ovviamente a prezzi calmierati, anche per chi va in macchina o in bici, oppure passeggia e fa sport all’aperto pur senza entrare in locali pubblici o privati. Il circostanziato servizio in prima pagina del “Messaggero” sulle varie tipologie di quanti euforicamente circolano senza indossare gli essenziali dispositivi anti-contagio dovrebbe convincere il Governo ad emanare un decreto-legge in materia, che si sostituisca “ipso iure” ad ogni silenzio o permissiva ordinanza di Regioni e Comuni.

Strafottenti, distratti, narcisi e menefreghisti di varia estrazione sono, in realtà, potenziali untori e devono avvertire la responsabilità (e la vergogna) di mettere a rischio l’altrui incolumità personale. Alto tradimento della Patria in difficoltà? Come lo Stato si sta riappropriando, tramite CDP (Cassa Depositi e Prestiti) e complice l’emergenza coronavirus, di gran parte delle funzioni un tempo esercitate dalle holdings pubbliche IRI, IMI, EFIM, GEPI, quest’ultima più che mai attiva ed operosa con la denominazione INVITALIA, così il potere centrale si faccia sentire in ambito sanitario, tra l’altro in ottemperanza all’art. 32 della Costituzione, che tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e prioritario interesse della collettività. E’ una vitale questione di civiltà, prevenzione e rispetto verso il prossimo, oltre che un’irrinunciabile opera educativa dei giovanissimi, notoriamente propensi a sottovalutare i rischi cui vanno incontro.

Così come non va trascurato l’allarme dell’ONU sull’infame atteggiamento razzista di quanti, nel mondo, guardano in cagnesco immigrati, poveri, anziani, senza-tetto, la cui fragilità esistenziale e profondo stato di disagio vengono interpretati come fonte primaria di propagazione del morbo. Ed è parimenti disgustoso ed inquietante, per chiunque abbia a cuore i supremi valori della solidarietà e della fratellanza universale, vedere interminabili processioni di gente costretta a rivolgersi al Monte dei pegni, privandosi degli oggetti più cari, pur di raggranellare somme indispensabili per non finire sul lastrico. E’ mai possibile che la sopravvivenza e la dignità di tante persone siano affidate unicamente all’encomiabile attivismo di organizzazioni umanitarie come la Caritas?