Magistratura connection "un tentativo di colpo di stato giudiziario" sventato dai giudici umbri

Entro l'estate dovevano essere "normalizzate" tutte le procure
Opinioni

di Alberto Laganà.Dalle ultime indiscrezioni pubblicate dal Corsera è evidente che si era di fronte ad un vero e proprio tentativo di colpo di stato per via giudiziaria con la nomina di reggenti nelle più importanti procure con 'nomi di fiducia'.

Una ipotesi gravissima, se confermata dalle indagini in corso, ordita dalla cupola ed emersa dalle intercettazioni.Si voleva terremotare il governo gialloverde nelle aule dei tribunali.

Se tale ipotesi investigativa verrà provata occorerebbe rivedere le nomine dell'ultimo anno e, se necessario, azzerarle.

Quello che si sta scoprendo è sconvolgente, soprattutto per la spregiudicatezza con cui il piano stava procedendo con la complicità, più o meno accettata o auspicata supinamente, dai vertici della magistratura.

Riportiamo uno stralcio dal Corriere della Sera:'l’accordo per la spartizione delle Procure non prevedeva solo i magistrati da nominare, ma anche le date in cui il Consiglio superiore della magistratura doveva decidere. Per le poltrone più importanti — Roma, Perugia, Torino, Brescia — volevano chiudere entro l’estate. È il giudice-deputato del Pd Cosimo Ferri, nell’ormai famosa riunione notturna del 9 maggio, a dare la linea: «Se va lo schema Viola (il loro candidato come procuratore nella capitale, ndr) noi poi dobbiamo avere il nome per Perugia, e poi dobbiamo vedere quando inizia la storia degli aggiunti…», vale a dire i vice-procuratori, sempre a Roma. Uno dei quali doveva essere Luca Palamara.

Le intercettazioni dei colloqui confermano il ruolo primario di Ferri e dell’ex ministro renziano Luca Lotti negli accordi sui vertici degli uffici giudiziari. Ma gli sfoghi di Palamara rivelano anche guerre e veleni interni alla magistratura su poltrone e inchieste in corso: dalle indagini sul suo amico Fabrizio Centofanti a Consip, fino a quella sull’ex sottosegretario leghista Armando Siri.'

Si cercava anche un'intesa con gli ingenui esponenti del Movimento 5 Stelle, che non hanno brillato per esprienza e malizia delle cose governative, tanto che 'Morlini e Palamara spiegano che per nominare gli aggiunti politicamente bisogna sedimentare, creare le condizioni' come dire bisogna trovare una sponda.

E ancora Lotti ha fretta: 'Però entro l’estate li chiudete?' e Palamara spera nella 'fine di maggio, una volta che fai il procuratore'.

Cartoni: 'Palamara lo facciamo a giugno, dai, e ride.

Consigliere: 'Poi è tutto a scendere, fatto quello è tutto a scendere…'.

Ferri: 'Ma faresti solo Roma o anche Perugia?'.

Spina: 'Solo Torino è la cosa…'.

Morlini: «Io vorrei fare Roma e magari ci metto Brescia».

Spina: 'Penso pure Salerno dovrebbe essere abbastanza semplice…'.

Ma la partita più importante è sulla Procura di Roma, nella quale Spina garantisce che i grillini si schiereranno dalla loro parte: 'Gigliotti (uno dei tre indicati dai Cinque stelle, ndr) a Catanzaro ha ricevuto l’indicazione di votare Viola, punto'. Lotti però insiste su ciò che potrebbe far sapere attraverso le sue presunte entrature al Quirinale: 'Allora vi ripongo la domanda: cosa deve arrivare al presidente della situazione di Roma, perché la discon…». Stava per dire discontinuità con l’ex procuratore Pignatone, probabilmente, ma Spina lo interrompe: «Poco, perché formalmente noi ancora poco sappiamo, perché c’è quel c... di Cd che sta in cassaforte…'.

Poi l'ultima bomba: Siri andava arrestato: 'La vicenda Siri… fidate… Siri veniva arrestato in condizioni normali! De Vito (presidente del Consiglio comunale grillino, ndr) è stato arrestato per molto meno! È una trattativa, che vogliono fare con Salvini, fidati… io non mi sbaglio'.

Questo è in sintesi il conteniuto del Corsera.Va dato atto ai giudici perugini, a mio modesto avviso, che hanno salvato il nostro Paeae da quello che per eccesso potremmo definire "un colpo di stato alla giustrizia ".