Solidarietà alla Senatrice Liliana Segre, oltraggiata dai razzisti sui social

Servono atti normativi della UE e leggi nazionali contro il dilagante antisemitismo
Opinioni

Di Bruno Di Pilla - Un abominio, l’antisemitismo. Contro questa ignobile barbarie, i cui epigoni strisciano come serpenti a sonagli qua e là per l’Europa, assaltando sinagoghe e centri culturali ebraici, sono indispensabili azioni congiunte delle istituzioni comunitarie e dei singoli parlamenti nazionali. Servono regolamenti e direttive unioniste del Consiglio dei Ministri e della Commissione di Bruxelles, ma anche dure leggi degli Stati membri, che impediscano il diffondersi dell’odio razziale tra i giovani. Non bastano anatemi e raccomandazioni verbali. Mentre i capi delle religioni, in testa Papa Francesco, continuano a condannare violenza, intolleranza e disprezzo, virus mortali ancor oggi emergenti, con tragiche conseguenze, in alcune frange delle società continentali, minoranze organizzate di neonazisti si accaniscono con crescente fanatismo contro simboli e personaggi del popolo ebraico, al punto che non pochi israeliti si vedono letteralmente costretti a fuggire nello Stato con la stella di David.

Vergognosi sono, ad esempio, gli insulti e le quotidiane minacce rivolti sul web alla Senatrice a vita Liliana Segre, la cui unica colpa è quella di essere scampata ai massacri del famigerato campo di sterminio di Auschwitz, dove fu annientata la sua famiglia, con milioni di altri esseri umani. Contro il dilagante veleno razzista s’istituisca al più presto, tramite una proposta di legge, un’apposita Commissione parlamentare di controllo sui fenomeni d’istigazione all’odio ed alla violenza, come aveva invano chiesto, l’anno scorso, proprio la Senatrice Segre, cui va il merito di svolgere ogni giorno opera di testimonianza, nelle scuole italiane, sulle atrocità subìte dalla sua gente durante la Shoah. Chiedono troppo i cittadini che hanno a cuore pace e rispetto del prossimo?