La Chiesa apre alla Lega: finito l’idillio tra il Governo Conte e i vescovi

Per il senatore Simone Pillon l’inizio della fine dell’idillio tra i vescovi e Conte è stato il manifesto del “nuovo umanesimo” anti-cristiano scelto dal premier come stella polare del suo secondo mandato
Opinioni

“Da lombardo non riesco a descrive l’emozione nel vedere la delegazione dei rappresentanti delle istituzioni, dei medici, infermieri e volontari in udienza dal Santo Padre, è stato come se fossero lì i miei genitori e i miei figli a ricevere l’abbraccio del Papa”.

Lo ha detto Matteo Salvini dopo l’incontro tra il pontefice e i camici bianchi lombardi, che in questi mesi hanno combattuto il Covid in prima linea negli ospedali della regione più colpita dal virus.
Lo riporta oggi , che riferisce appunto del fatto che mentre la sinistra manifestava in Piazza Duomo a Milano, per chiedere il commissariamento della Regione Lombardia per la gestione dell’emergenza sanitaria, sabato la delegazione guidata dal governatore Attilio Fontana varcava i cancelli di Porta Sant’Anna per essere ricevuta in Vaticano. Con medici e infermieri c’erano anche i vescovi delle diocesi che più hanno sofferto: Bergamo, Brescia, Cremona, Crema, Lodi.

Da Francesco è arrivato un abbraccio caloroso. “Siete le colonne portanti del Paese”, ha detto a chi negli ultimi quattro mesi ha combattuto senza sosta per arginare gli effetti disastrosi della pandemia. Un incontro importante che si è concluso con l’invito al Papa in Lombardia, per portare conforto alle tante famiglie distrutte dalla tragedia del Covid.

Tra gli effetti dell’emergenza sanitaria c’è anche quello di aver rinsaldato i legami tra i vertici della Lega e il Vaticano. Soprattutto nelle ore più drammatiche, si apprende da fonti del Carroccio, “Salvini è stato in costante contatto con sacerdoti e vescovi, esprimendo il proprio ringraziamento per l’aiuto e l’impegno in prima linea offerto dai religiosi, in particolare negli ospedali”. Contatti seguiti da incontri “cordiali, costruttivi e riservati”, intercorsi in queste settimane con cardinali e vescovi, italiani e stranieri.

Non è un mistero che alle ultime elezioni il suo partito abbia fatto il pieno di consensi tra i cattolici praticanti, nonostante i numerosi attacchi da parte del mondo ecclesiastico, soprattutto sul tema dell’accoglienza. Ora però qualcosa sembra essere cambiato. Gli attriti con il governo Conte da una parte, e le politiche messe in campo dal Carroccio in materia di famiglia, natalità, disabilità e libertà civili, dall’altra, sembrano attirare anche chi prima guardava alla Lega con diffidenza.

Prova ne è il comunicato con cui la Cei ha bocciato i ddl sull’omotransfobia proposti da diversi esponenti della maggioranza e che il governo vorrebbe votare già a luglio. Una legge inutile secondo i vescovi italiani, che rischia di “aprire a derive liberticide”. Osservazioni che ricalcano quelle dei parlamentari leghisti che si oppongono con forza al provvedimento. Per Simone Pillon, senatore della Lega, l’inizio della fine dell’idillio tra i vescovi e Conte è stato il manifesto del “nuovo umanesimo” scelto dal premier come stella polare del suo secondo mandato.

“Si tratta di un nuovo umanesimo anti-cristiano, fondato su basi laiciste, che ha portato ad una serie di azioni politiche discutibili: dal no alle messe all’aver affamato le scuole cattoliche paritarie durante la pandemia, minando il principio della libertà di educazione, uno dei punti fondamentali della dottrina cristiana”, ci spiega al telefono. “Poi – va avanti – c’è la proposta dei cento parlamentari che hanno chiesto la legalizzazione delle droghe, la legge sull’omofobia”. Iniziative che avrebbero irritato i vescovi italiani.

Così ora il nome di Matteo Salvini, nei Sacri Palazzi, non sarebbe più un tabù. “I suoi gesti sono stati compresi – assicura Pillon – e soprattutto su certi temi ormai è chiaro che la Lega, a differenza di altri, c’è”. Anche la questione immigrazione non sarebbe più un ostacolo al dialogo. “Le nostre posizioni sono condivise da tanti presuli”, assicura Pillon. Cita l’appello dei vescovi africani al Sinodo di Bari: “Ci chiedono di aiutarli a tenere lì i giovani e le famiglie”. “Con l’immigrazione selvaggia in Africa si stanno spopolando interi villaggi e l’economia locale è al collasso”, continua.

“Il loro discorso – assicura – ha segnato il discernimento di molti colleghi europei”. Gli stessi che ora guarderebbero con più fiducia al partito.