Coronavirus, denunciare per danni l’Istituto Superiore di Sanità

Danni ingenti per il turismo umbro
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di Alberto Laganà - La presidente Tesei ha minacciato di denunciare l’Iss nazionale, ma dalle parole bisogna passare ai fatti perché il settore turistico, colonna portante dell’economia umbra, rischia di essere messo in ginocchio a causa di giudizi senza senso dell’organo ministeriale.

Nei giorni scorsi è apparso su tutti i media nazionali, con grande clamore, che la nostra è una regione a rischio come la Lombardia. Se si va a verificare si scopre che l’Umbria ha il minor numero di contagiati rispetto alla popolazione, ben 17 volte meno della Lombardia.

E’ successo che nel periodo di rilevazione c’è stato un piccolo focolaio nel ternano pertanto, se hai 10 contagiati in tutto e se ne aggiungono 5, per l’Iss sei a rischio, quindi l’unica colpa è avere pochissimi malati e ne bastano una manciata di nuovi per far schizzare l’indice.

Un modo di ragionare pazzesco che sta generando danni incalcolabili con disdette a raffica nelle strutture ricettive umbre perché in Europa ci si basa sugli indici di rischio.

Ci sarebbe voluta una risposta forte da parte della Regione con una denuncia e richiesta di danni e l’invio a Roma di una delegazione con in testa i sindaci per contestare un sistema di calcolo totalmente sballato.

La direzione regionale sanitaria dell’Umbria ha mandato una lettera indirizzata all’ISS per ‘rivedere la classificazione di rischio moderato per la regione e riemettere il rapporto’ per tre fondamentali motivi: l’intervallo di confidenza da cui è stato dedotto 1,23 è troppo ampio quindi nullo. Lo sfasamento temporale tra la data del 26 aprile a cui si riferisce l’indicatore e quella di valutazione (4-10 maggio) ne rende “l’interpretazione paradossale”; infine risulta “poco appropriato mettere sullo stesso livello nell’algoritmo di assegnazione il valore dell’indicatore Rt regioni con un numero esiguo o nullo di casi, come l’Umbria, con regioni con un gran numero di casi”.

Ma intanto i danni sono stati fatti e, ciliegina sulla torta, proprio nel periodo incriminato, è partita una campagna promozionale della Regione che ha ottenuto l’effetto opposto perché sembrava che qualcuno cercasse di giustificare le cattive notizie che provenivano dalla nostra regione.