Solo Papa Francesco, recandosi a Kiev, potrebbe far cessare la guerra in Ucraina

Inutile sperare nella mediazione della Cina, economicamente legata alla Russia
Opinioni

di Bruno Di Pilla - E’ inutile contare sulla mediazione cinese per la fine delle ostilità nella martoriata Ucraina. Legato a doppio filo a Mosca, da cui riceve gas, petrolio, carbone e materie prime, il Dragone continua ad accusare gli Stati Uniti e la NATO di essersi spinti troppo ad Est, “inglobando” Paesi nel secolo scorso schiavizzati dall’Unione Sovietica e che poi, crollato il comunismo, hanno irrevocabilmente scelto la libertà e l’adesione alle civili e tolleranti democrazie occidentali. Un mese e mezzo dopo l’inizio del conflitto, purtroppo, l’Italia e molte Nazioni del Vecchio Continente sono di colpo precipitate in un’economia di guerra, essendo dipendenti dall’import d’idrocarburi russi.

Numeri impietosi lo confermano: in 45 giorni 45 miliardi sono finiti nelle casse del Cremlino, mentre l’Unione Europea ha potuto inviare all’esercito di Kiev, per ora, un solo miliardo di rifornimenti in armi. Energico il monito del premier Draghi: per noi Italiani è giunto il momento di amare davvero la Patria con un drastico freno, anche individuale, ai consumi voluttuari di fonti energetiche fossili, nonché all’uso di caloriferi invernali e condizionatori d’aria durante l’estate. Nel frattempo una flebile speranza anima chi, con incrollabile perseveranza, invoca la pace. In vista della Pasqua ortodossa, che cade una settimana dopo quella cattolica, il solo benemerito Papa Francesco, se davvero deciderà di recarsi a Kiev (pur tra mille cautele), potrebbe indurre ad un’inversione di rotta l’implacabile Putin che, malgrado tutto, continua ostinatamente a professarsi cristiano. In definitiva, sebbene si stenti a crederlo, è Pasqua anche per lui.

Riuscirà il nostro amato Pontefice nell’ardua impresa di ottenere un negoziato fra le parti o, se non altro, una sospensione “sine die” delle ostilità? Il mondo intero gliene sarebbe grato, come lo fu, nell’aprile 1961, per la decisiva mediazione di Giovanni XXIII, che scongiurò una guerra nucleare USA-URSS in occasione della fallita invasione statunitense della baia dei Porci nella Cuba castrista alleata di Mosca. Spes ultima dea. L’Onnipotente Creatore benedica e sostenga i costruttori di pace.