Coronavirus, inevitabili tamponi e controlli a tappeto in tutta Italia

Il diritto alla vita prevale sulla riservatezza. Fattorini per la consegna domiciliare di cibo e farmaci
Opinioni

di Bruno Di Pilla - In Italia sono ormai inevitabili tamponi e controlli obbligatori per tutti, sul modello coreano. Vista l’inarrestabile marcia trionfale del mostro, che fa morti e feriti senza concedersi pause, il Governo adotti misure estreme, capaci di “snidare” gli asintomatici e seguirne passo passo le mosse. Ne andrà di mezzo il diritto alla riservatezza, ma non importa. La vita non ha prezzo. Alla ferocia del nemico invisibile, che avanza ogni giorno sul territorio nazionale, bisogna replicare con aggressività e risoluta fermezza.

Non basta la totale chiusura delle attività produttive non essenziali, eccezion fatta per farmacie, edicole, supermercati, trasporti, cantieri, imprese chimiche. Ai test seriologici disposti “erga omnes”, che sveleranno l’identità non solo di chi ha sintomi o è prossimo a svilupparli, ma anche di chi non li ha né li avrà in futuro, pur essendo egualmente infetto e dunque potenziale untore, faranno seguito controlli a tappeto di ogni individuo tramite telecamere, carte di credito e GPS dei cellulari, che ne riveleranno spostamenti e contatti. Sintomatici, presintomatici ed asintomatici non sfuggiranno all’occhio del grande padre e fratello, lo Stato, che ha il sacrosanto dovere (art. 32 Costituzione) di tutelare la salute del popolo. Alt alle disposizioni in ordine sparso dei 21 Governatori regionali, ciascuno dei quali opera come vuole. Ora, per abbattere la spietata arroganza del nemico che fa scempio di vecchi e giovani, medici ed infermieri, ovunque accatastando cadaveri, scenda in campo lo Stato con le sue bocche da fuoco.

Il via libera ad interventi capillari, sebbene costosi, lo hanno dato BCE e Commissione Europea. L’Istituto di Francoforte ha nel complesso stanziato 870 miliardi (750+120), la Commissione ha sospeso il patto di stabilità, consentendo ai Governi unionisti di non badare a spese pur di fermare la strage. Alle consegne domiciliari di cibo e farmaci provvedano solo fattorini autorizzati e superprotetti. Prendano il toro per le corna, il premier Conte ed il ministro Speranza. Non è più il tempo della persuasione morale, né di sterili inni patriottici. Hannibal ad portas!