Contro mafie ed usurai, il sistema bancario conceda subito i prestiti garantiti alle imprese

L’appello del procuratore di Catanzaro Gratteri. Auspicabile un intervento del Governo
Opinioni

di Bruno Di Pilla - Dopo il bazooka “Cura-Italia 2” del Governo, essenziale è la rapida erogazione alle imprese dei 400 miliardi da parte del sistema bancario. L’insidia è dietro l’angolo e si chiama burocrazia. In altri termini, farebbero bene il premier Conte ed il ministro Gualtieri a convocare a Palazzo Chigi i vertici degli istituti di credito, sollecitandoli ad accelerare la tempistica della concessione dei prestiti garantiti dallo Stato.

L’allarme è stato lanciato da Nicola Gratteri, procuratore capo della Repubblica a Catanzaro: le mafie, più che mai in agguato quando si verificano grandi calamità nazionali, sono già al lavoro per rastrellare con quattro soldi un considerevole numero di piccole e medie aziende in difficoltà, non soltanto nell’ampio settore della ristorazione e degli alberghi. Economisti e giureconsulti sono concordi nel condividere l’accorato appello del magistrato.

D’altronde, sembra che le stesse banche siano state colte di sorpresa dall’imponente manovra-bis dell’Esecutivo, la cui concreta attuazione potrebbe pericolosamente rimanere bloccata per chissà quanto tempo dalla proverbiale elefantiasi burocratica italiana, nonché dai meticolosi accertamenti preventivi degli istituti di credito sulla solvibilità dei mutuatari.

Per non essere soffocati da usurai e mafiosi, imprenditori e commercianti hanno bisogno dell’urgente intervento del Governo, che deve anche stroncare sul nascere l’odioso fenomeno del reclutamento dei tanti disoccupati da parte della malavita organizzata. Non perda tempo, il Presidente del Consiglio. Facendo leva sul crescente consenso acquisito in Italia ed all’estero per le coraggiose battaglie intraprese sul piano finanziario, chiami a raccolta i responsabili delle nostre banche, cui è affidata una missione fondamentale per la salvezza della Patria.