L’Umbria del calcio è, con pieno merito, in Serie B

Perugia e Ternana promosse insieme con onore
Opinioni

di AMAR - La notizia sportiva di primaria importanza, quella che conta di più, è: L’Umbria, nel prossimo Campionato di calcio, giocherà in Serie B. Tutta l’Umbria. Con Perugia e Ternana, promosse imprevedibilmente insieme, al termine di una prestazione agonistica che ha entusiasmato i tifosi e coinvolto le due città. Speriamo ora che, la loro presenza, sul palcoscenico un po’ più alto, sia caratterizzata da una connotazione forte e protagonista. Al grido corale di Forza Perugia e Forza Ternana, ma soprattutto Forza Umbria. C’è già, nelle due tifoserie, chi sogna in grande e, in fondo al sogno, c’è la Serie A. Come è accaduto, per entrambe le società, in passato.

C’è stato pure il derby per la conquista della Supercoppa. Ha vinto la Ternana che si è preso pure quel trofeo per sottolineare il Campionato dei record. Record di punti conquistati 90, 22 in più delle seconde Catanzaro e Avellino (un abisso inusitato); e solo 2 partite perse su 36 giocate. Gol segnati 93 che, aggiungendo i due incontri suppletivi, sono diventati 97, con le due vittorie a Como (3 a 0) e sul Perugia al Liberati (1 a 0). Ma, di sicuro, per quanto si è visto in campo, i grifoni meritavano di più.

Il campionato rosso - verde si è segnalato per i “grandi numeri” e dovrà rimanere in evidenza perché risulta fuori dai “parametri” della normalità. Dunque festa di popolo, sabato scorso, a Terni, pur se ovviamente più contenuta della doppia “incursione” in Serie A: La prima nel 1972 - 73, la seconda due anni dopo nel 1974 - 75. Glorie passate, si dirà, che però l’amore di bandiera rivendica e ricorda. Vanno richiamate, con qualche annotazione a margine, per i più giovani che non c’erano ancora.

C’erano invece, in entrambe le “avventure”, personaggi storici dello sport regionale come il presidente Giorgio Taddei, il segretario Varo Conti, gli allenatori Corrado Viciani e Giovanni Meregalli (Vice il ternano Omero Andreani che rosso - verde era stato da calciatore); poi il medico sociale Giuliano Taviani e il massaggiatore Luciano Madolini. Vanno rimembrati insieme a qualcuno dei calciatori di maggiore rilievo che “costruirono” le promozioni: Alesandrelli, Marinai, Cardillo, Beatrice, Masiello, Benatti, Selvaggi, Garritano, Traini. Tra i “tifosi sfegatati” dell’epoca, figura di rilievo fu Melone (Romano Tozzi), con la sua fragorosa tromba, immancabile sugli spalti a suonare la carica.

Una notorietà particolare la conquistò Viciani con il suo “gioco corto” e aggiunse il nome ad altri allenatori che, nel passato remoto, sedettero sulla panchina della Ternana. Per esempio: Felice Borel (campione del mondo nel 1934), Riccardo Carapellese (azzurro nel 1950), Vinicio de Menezes (del prestigioso trio d’attacco brasiliano Vinicio - Garrincha - Da Costa), Edmondo Fabbri (C. T. della Nazionale italiana), oltre a Luigi Del Neri (trainer di Juventus, Roma, Atalanta), Antonello Cuccureddu (nazionale e juventino) e Tarcisio Burgnich (vice campione del mondo nel 1970).

Le due “incursioni” della Ternana in Serie A non furono fortunate. L’esordio della prima fece registrare 6 partite, 4 punti; ed alla fine del campionato non andò meglio: ultimo posto e ritorno in Serie B. Altra prestazione vincente e, a giugno 1974, la vittoria nell’ultima partita, a Catania, sancì il nuovo ingresso nella massima categoria. Anche la seconda Serie A cominciò in malo modo: 5 partite, 2 punti. Nel corso del campionato, la Ternana conquistò solamente 4 vittorie, nessuna contro le “grandi”. E, alla conclusione, il totale fu magro: 19 punti ed altro passo indietro. Insomma fu gloria breve, però una “provinciale” che sale sulla cantoria più prestigiosa del calcio fa ugualmente notizia. Seguirono 5 partecipazioni in Serie B, sino al maggio 1980, quando la sconfitta di Brescia fece fare il ruzzolone in C1.

Ora si torna a rincorrere di nuovo l’esaltante obiettivo. Pur se il “bacio della fortuna” per Ternana e Perugia, al momento, dovrà essere trasformato in una prestazione di livello, che nobiliti i meriti della doppia promozione. L’auspicio cioè che la Serie B diventi esperienza vincente e, per l’Umbria, una vetrina non soltanto sportiva. Ci saranno da giocare altri due derby, questa volta - lo speriamo fermamente - con le tribune gremite di pubblico e con gli stessi entusiasmi di sempre, le stesse rivalità, le stesse emozioni; però nel rispetto della correttezza civile, lungi da ogni facinoroso contrasto. I supporter bianco - rossi e rosso - verdi hanno ormai raggiunto un notevole livello di maturità in grado di mostrare l’immagine di un’Umbria autorevole e culturalmente avanzata. Molta parte della responsabilità è sulle spalle delle tifoserie.

Aggiungo una noterella in tema semisportivo, però di piena attualità. E’ stato approvato il progetto del nuovo stadio di Terni, con adiacente Clinica convenzionata. Resta ora da interrogarsi se mischiare l’interesse pubblico con quello privato equivalga sempre a realizzazione di pubblica utilità e in quale misura. E se, in una città, molto “ricca” (?) di grande distribuzione, l’aggiunta di 8.000 metri quadri di “commerciale” sia tutte rose e fiori. Terni, sempre più “meridionalizzata”, ha bisogno quanto il pane di nuove iniziative imprenditoriali: Quella in oggetto ha dimensioni ragguardevoli e interessanti. La riflessione riguarda il previsto concentramento, poco oltre l’area urbana, di uno stadio, un palazzetto dello sport, una piscina, un ospedale e un poderoso“mercatone”. Si, qualche “vigilanza” la richiede. Non fosse altro dal punto di vista dell’intasamento da traffico. Oltre agli ulteriori annessi e connessi.