L’ABI stimola le banche ad erogare immediati prestiti alle imprese

La circolare anti-mafia del Presidente Patuelli. Eurobond richiesti a gran voce dal Premier Conte
Opinioni

di Bruno Di Pilla - Mentre l’indòmito premier Conte insiste vigorosamente nel chiedere all’Unione l’emissione di eurobond, in particolare rivolgendosi con toni accorati ad Angela Merkel, segnali d’immediato sostegno al Governo giungono dall’ABI, associazione bancaria italiana. Stamane il Presidente Antonio Patuelli ha inviato una circolare ingiuntiva a tutti gli istituti di credito affinché non creino intralci alla rapida attuazione del “Cura Italia 2”.

Nel documento, in particolare, s’invitano energicamente le banche ad erogare in tempi brevissimi, alle aspiranti imprese mutuatarie, somme fino ad 800.000 euro, ovviamente previa approvazione delle istanze da parte della SACE, società della Cassa Depositi e Prestiti.

Passo decisivo, quello di Patuelli, sulla via della guerra senza quartiere a mafiosi, estorsori ed usurai, purtroppo già attivatisi nel tentativo di accaparrare ad infimi prezzi, e con soldi sporchi, esercizi commerciali e PMI in gravi difficoltà finanziarie. Ieri s’erano diffuse voci allarmanti sulle reali possibilità di veloci ed univoche risposte dei gruppi creditizi alle sollecitazioni dell’Esecutivo.

Alcune banche avevano già sollevato obiezioni e preteso lumi interpretativi su quel 10% di maxi-prestiti non garantito dallo Stato, rivendicando il diritto ad effettuare accurati “screening” preventivi sulla solvibilità delle aziende richiedenti. Alle ore 9 di questa mattina Patuelli ha fatto la voce grossa e tagliato corto con dubbi e reticenze dei colossi del credito, rammentando loro che sarebbe profondamente immorale temporeggiare in una fase così drammatica per l’economia nazionale. Vedremo come reagiranno i grandi azionisti dei consigli d’amministrazione degli istituti bancari.

Nel frattempo, va elogiato l’incessante attivismo del Primo Ministro Conte che proprio ieri, dialogando con la Merkel, ha per la prima volta detto, senza peli sulla lingua, che sarebbe imminente la disgregazione del progetto europeo se non si dovesse giungere ad una rapida soluzione concordata sull’emissione di eurobond, ovviamente finalizzati alla sola emergenza sanitaria. Parole forti e decise, quelle del Professore. Resteranno ancora insensibili i “virtuosi” Paesi nordici dell’Unione?