Assembramenti selvaggi, giovanissimi a rischio contagio

Servono immediati interventi nei confronti dei più scalmanati. Sindaci e Governatori sul piede di guerra
Opinioni

di Bruno Di Pilla - Si diano una calmata, i ragazzi del Terzo Millennio. Nella loro irrefrenabile voglia di vivere e di gustare appieno l’ebbrezza della ritrovata libertà di movimento, usino il cervello. Non esagerino nel provocare, con sconsiderati assembramenti di gruppo, l’ira funesta di Sindaci e Governatori, nonché la sacrosanta reazione dello stesso premier Conte, tutti concordi nel minacciare un drastico ritorno all’amara “clausura” della fase 1, nel caso in cui la scelleratezza dei più scapestrati dovesse tradursi in un’impennata della curva epidemiologica, con vittime e moribondi in terapia intensiva negli ospedali.

Ricordino che l’intera collettività nazionale vive con il fiato sospeso, in questi primi giorni di allentamento delle misure restrittive imposte dalla diffusione di un virus che ha già ucciso, nel mondo, ben più di 300.000 persone, di cui oltre 31.000 in Italia. Ma i giovanissimi non se ne rendono conto? Ed è possibile che loro stessi non capiscano che, tornando a casa, potrebbero infettare genitori, nonni e parenti?

In ogni modo, per estirpare sul nascere la mala pianta dell’irresponsabilità di quanti fanno finta che nulla sia successo e stia ogni giorno accadendo, è necessario che famiglie, Forze dell’Ordine e commercianti, coadiuvati dal grande fratello di telecamere ed occhi elettronici piazzati un po’ ovunque, esercitino una vigilanza “spietata”, senza ammiccamenti o sconti di alcun genere nei confronti di coloro che mettono a rischio l’incolumità del prossimo e la sospirata ripartenza economica della Nazione.

Gli stessi ragazzi più assennati si rendano interpreti, presso i coetanei, dei gravissimi rischi cui tutti noi andremmo incontro, se dovessimo di nuovo piombare nel buio tunnel degli arresti domiciliari. Con le dovute cautele (viste le non improbabili reazioni dei più violenti), ammoniscano amici e compagni a non violare le leggi vigenti, rispettando i limiti suggeriti dallo stesso buon senso. In caso contrario, se gli interventi preventivi non funzionassero, ricorrano pure, le Autorità competenti, all’inflizione di dure sanzioni amministrative e penali da pubblicizzarsi immediatamente su scala nazionale e che fungano da precedenti dissuasivi per scalmanati, disertori e menefreghisti di varia estrazione. Gli stessi esercenti di bar e ritrovi per la gioventù, pur costretti a vendere i loro prodotti, esortino i clienti a non infrangere le disposizioni atte a prevenire il contagio. Con discrezione, ovviamente, ma con altrettanta fermezza. Gli Italiani ringraziano.