Vecchi da rottamare? Se affetti da Covid, c’è chi vorrebbe abbandonarli al loro destino

La saggezza degli anziani esaltata dalla Bibbia e da Cicerone
Opinioni

di Bruno Di Pilla - Sono mosche bianche i laureati in Italia, chiudono edicole e librerie, UTET Grandi Opere fallisce soppiantata dal web, i ragazzini armeggiano perennemente col cellulare, nella società dilagano superficialità e maleducazione. E gli anziani? Commiserandoli, taluni ne denunciano l’eccessivo peso per l’INPS, certi perfidi parenti (serpenti) li confinano in ospizio e adesso, se sono malati di Covid, c’è addirittura chi vorrebbe abbandonarli al loro destino e lasciarli morire, riservando le cure esclusivamente ai più giovani. “Ascolta i consigli dei vecchi”, ammonisce nei Proverbi il grande re d’Israele Salomone, per antonomasia il più sapiente degli uomini. Esortazioni bibliche a parte, ne difese a spada tratta la dignità e l’insostituibile ruolo sociale Cicerone nel “De Senectute”.

Oggi, tra l’altro, i longevi hanno pure un discreto gruzzolo di quattrini, frutto di pensioni e sudati risparmi. I nipoti – molti dei quali vivono alle loro spalle – non sanno quanto utile e fervido sia lo strutturato cervello dei nonni, come già avveniva 5 secoli prima di Cristo nella polis di Solone e Pericle, fondatori delle moderne democrazie interclassiste. Ad Atene l’amministrazione della res publica era affidata proprio ai più attempati cittadini, colti e lungimiranti. E Cicerone, contestando il disfattismo del commediografo Terenzio, secondo cui la vecchiaia era di per sé una sciagura, esaltò il genio del novantenne poeta ateniese Sofocle, che aveva appena redatto la tragedia Edipo a Colono, epilogo della primogenita Edipo Re. Ultrasettantenni da rottamare? Giuseppe Verdi aveva 80 anni quando compose il Falstaff. Tiziano e Picasso firmarono capolavori pittorici anche durante la terza età. Andrea Camilleri pubblicò opere di successo “usque ad mortem”, sopraggiunta dopo 93 primavere. Ai giorni nostri Piero Angela ha superato i 9 decenni ed ancor oggi danno alle stampe libri e brillanti editoriali giornalistici Romano Prodi, Eugenio Scalfari e Gad Lerner. I novantenni Samuel Modiano e Liliana Segre, sopravvissuti agli orrori della Shoah, fanno il giro delle scuole per parlare di fratellanza e solidarietà. Sono cervelli annacquati dal tempo e non più produttivi?