Le suore benedettine di Norcia tornano a casa

Lo ha annunciato l’arcivescovo Renato Boccardo alla fine della celebrazione della santa messa per la festa di Sant'Antonio
Norcia

Le monache benedettine di Norcia ritornano a casa dopo il terremoto. Un bellissimo annuncio dato dall’arcivescovo Renato Boccardo alla fine della celebrazione della santa messa per la festa di S. Antonio a Norcia, nel centro pastorale “Papa Francesco” alla Madonna delle Grazie.
Col Presule hanno concelebrato il parroco don Marco Rufini e don Dario Dell’Orso. C’erano anche alcuni monaci benedetti col priore padre Benedetto Nivakoff e le benedettine guidate da madre Caterina Corona. Presente il vice sindaco Pierluigi Altavilla, il comandante della Compagnia Carabinieri di Norcia, diversi pastori della zona.
E così le monache che hanno trovato accoglienza presso le consorelle di Trevi torneranno a vivere a Norcia, in un modulo abitativo posizionato nel giardino della struttura ex Santa Pace (di proprietà sempre delle religiose, vicino al monastero terremotato) a partire da domenica 10 febbraio, festa di Santa Scolastica.

Quel giorno alle 10.30 monsignor Boccardo presiederà la Messa nel centro di comunità alla Madonna delle Grazie. Poi, Arcivescovo, sacerdoti, monache e fedeli si ritroveranno fuori Porta Palatina per avviare la processione fino alla “nuova residenza” delle claustrali.

«È un momento atteso e importante», afferma mons. Boccardo. «Le monache stavano facendo il conto alla rovescia per tornare e finalmente saranno di nuovo nella loro terra, condivideranno con la gente la precarietà e le difficoltà della ricostruzione post sismica. Sarà una presenza ulteriore, silenziosa, discreta e soprattutto orante della Chiesa tra i terremotati».
Soddisfatta madre Caterina Corona: «Siamo contente di tornare a Norcia e poterci riorganizzare come comunità, anche se nella provvisorietà: siamo nate lì, e lì è la nostra vita. Torniamo per dare un segno di speranza alla gente che è molto provata, ma soprattutto per pregare per loro. È questo quello che possiamo fare».