«Basta spogliare l'ospedale di Norcia»

È quanto chiede alla Giunta regionale il consigliere Vincenzo Bianconi (Gruppo misto)
Norcia

“Ripristino della operatività dell’Ospedale di Norcia e del Distretto sanitario della Valnerina. Interventi immediati finalizzati alla tutela della salute delle popolazioni residenti e dei numerosi visitatori che frequentano la zona”. È quanto chiede alla Giunta regionale il consigliere Vincenzo Bianconi (Gruppo misto) in una mozione all’ordine del giorno della seduta consiliare di domani.

Bianconi osserva come il suo atto di indirizzo faccia seguito a “diverse interrogazioni che ho presentato all’assessore Coletto durante tutto l’anno e dalle quali, purtroppo, ho ricevuto solo risposte poco rassicuranti per la popolazione della Valnerina. Ho chiesto in particolare – ricorda -, di conoscere progetti e tempi realistici per il ripristino della piena funzionalità dell’ospedale di Norcia, che dal terremoto del 2016 è stato letteralmente ‘spogliato’ delle sue funzioni e soprattutto del suo personale o, come qualcuno ha denunciato recentemente, è stato oggetto di un vero e proprio ‘sciacallaggio istituzionale’”.

Per Bianconi si tratta di “un’operazione iniqua e ingiusta verso una popolazione che, oltre al dramma del sisma, vive già una condizione di estremo disagio dovuta proprio alle caratteristiche orografiche del territorio stesso. Le conseguenze non possono essere addebitate ai cittadini che, come tutti gli altri, pagano regolarmente le tasse. Quotidianamente – fa sapere - ricevo segnalazioni di persone costrette ad arrivare da Castelluccio o Preci fino a Città di Castello per potere ricevere un esame specialistico, con tempi di attesa snervanti per chi si trova in condizioni di difficoltà o apprensione. Altre che, solo per un controllo dentistico o oculistico di pochi minuti, devono percorrere moltissimi chilometri perché a Norcia sarebbe stato soppresso il servizio. Vivere in Valnerina, oggi, in queste condizioni non è per tutti. Il ricorso alla sanità privata, purtroppo, non è più un’opzione, ma una necessità, e questo va contro la Costituzione italiana e lo Statuto regionale”.

Bianconi osserva come “dal 2016 ad oggi, a Norcia, sarebbero stati chiusi, o fortemente ridotti, gli ambulatori di Oculistica, Urologia, Oncologia, Odontoiatria, Endocrinologia, Flebologia, Ginecologia, Ortopedia, Radiologia, servizio trasporti e servizio Avis. Non sarebbe stato nominato un nuovo dirigente sanitario a tempo pieno responsabile della Direzione distrettuale ed ospedaliera, come era fino al 2018 e, tra pensionamenti, trasferimenti o decessi, sarebbero venute a mancare circa 40 figure professionali che non sarebbero state più reinserite. Ad oggi risulterebbe in servizio un solo dirigente medico, rispetto ai 3 a tempo pieno ed ai 2 part-time ante sisma 2016”.

Per Bianconi, questa situazione “non è data alla mancanza di spazi a causa dei danni del terremoto”, e si domanda dunque se possa trattarsi “di una scelta politica” e questo – rimarca - “sarebbe davvero inaccettabile e incomprensibile. E se così fosse questo Governo dovrebbe palesarlo in maniera diretta e sincera”.

Bianconi chiede quindi, in conclusione, di “ripristinare, nell’ospedale di Norcia, la pianta organica ante sisma e i servizi soppressi o ridotti” perché “non si può attendere oltre. Confido dunque – conclude - nel buon senso e nel criterio di giustizia sociale che sono all’origine del nostro operato politico”.