Regione, Fase2, cantieri da sbloccare, per l'Umbria 298 milioni di euro per le zone terremotate

Occorrono accordi al fine di snellire le procedure burocratiche, i cantieri sono bloccati da anni a causa della eccessiva burocrazia
Norcia

Nel documento di avvio della Regione dell'Umbria, della Fase 2 del Covid19, che ha come finalità primaria la ripresa economica e sociale dell'Umbria, sono stati stanziati 298 milioni per la ricostruzione e lo sviluppo operativo dei principali cantieri dell'area del sisma: Cascia e Norcia.

Si tratta di interventi urgenti di costruzione e ristrutturazione di scuole, chiese, ospedale, strutture essenziali che i cittadini della zona attendono da tempo.

In unarticolo apparso oggi sul Corriere dell'Umbria, l’ingegner Stefano Nodessi Proietti, direttore regionale governo del territorio, ambiente e prociv, ha spiegato “Sono opere che dal 2017 ad oggi il Commissario straordinario ha via via finanziato con apposite ordinanze che necessitano di una semplificazione per accelerare le pratiche ping pong con Anac – Autorità nazionale anticorruzione – con il nuovo codice appalti blocca tuti.

Serve, dunque, un sistema più veloce, sul modello Ponte Morandi a Genova, perché è inutile finanziare opere pubbliche se poi non si semplificano le procedure d'appalto. Comuni, la Provincia, la Regione, la Curia e tanti altri soggetti attuatori sono in difficoltà ad appaltare le opere con l'attuale normativa".

Lunedì 27 Aprile il nuovo commissario straordinario alla ricostruzione, Giovanni Legnini,confermerà che farà di tutto per fare intervenire di nuovo il governo. Per semplificare i procedimenti riunirà il tavolo tecnico per decidere norme speciali tali da poter accelerare la ricostruzione, per avviare i lavori con nuove regole semplificate.

L’Umbria ha pronta la sua ordinanza di recepimento delle procedure, per avviare per prima i cantieri con l’obiettivo è di promuovere una struttura istituzionale che possa fare da apripista per uno studio sperimentatale sui lavoratori asintomatici.

Questa la proposta pervenuta in commissione regionale da parte di tutti i Comuni dell'area del sisma interessati, che prevedono 30 milioni di investimenti in dispositivi di Sicurezza.

Il primo cittadino di Norcia,Alemanno, sostiene “Quello della ricostruzione post sisma 2016 nel centro Italia è il più grande cantiere d'Europa e nella Fase 2 e può essere un laboratorio per testare gli asintomatici, oltre a rappresentare una ripartenza per l'economia di tutto il centro Italia".

Alemanno riferendosi alla sicurezza dai contagi dal mostro Covid 19, ha sottolineato "Siamo in un'area dove i contagi sono a R0, nei cantieri lavorano aziende che arrivano da centro e sud. Proponiamo un piano di test sierologici a tappeto in modo che si possa verificare la reale presenza di positivi asintomatici –ed  ha aggiunto-, qui ci sono cantieri dislocati su grandi spazi dove si può rispettare la distanza di sicurezza senza problemi e altri in cui è più complicato. Per questo occorre un piano dettagliato e differenziato per tipologie di interventi".

Ieri il sindaco di Norcia ha dichiarato all''agenzia di stampa Ansa. "L'emergenza Covid 19 viene paragonata alla crisi del dopo guerra e come accadde allora, se vogliamo uscire da questa crisi occorre che il Paese ritrovi la sua unità. Rispetto all'epoca oggi ci ritroviamo però con una macchina dello Stato farraginosa e noi terremotati lo sappiamo bene. Se vogliamo far ripartire l'Italia  dobbiamo solo perseguire la via della semplificazione, a iniziare dalla ricostruzione post terremoto, perché altrimenti le nostre terre non potranno resistere al micidiale combinato coronavirus-macerie"

Per le misure di sicurezza dai contagi ed altro saranno fondamentali i costi da sosternere per la tutela della salute di tutti coloro che lavoreranno nei cantieri.