Contestato al sindaco di Norcia Nicola Alemanno il reato di peculato

Mentre dall’inchiesta per i pasti ai terremotati e i pulmini per gli studenti di Norcia esce di scena il consigliere regionale d’opposizione Vincenzo Bianconi
Norcia

Nuove accuse per il sindaco di Norcia, Nicola Alemanno. Dalla chiusura delle indagini sui pasti e trasporti per i terremotati spunta un nuovo capo di accusa contro il sindaco. La Procura della Repubblica di Spoleto contesta al primo cittadino nursino il reato di peculato per fatture di 720 euro risalenti al 2014 e liquidate in favore dello Sporting Salicone nel settembre 2017. Sempre ad Alemanno viene contestato il falso ideologico e materiale per l’affidamento del trasporto scolastico dell’anno 2017-2018 allo Sporting Salicone, avendo attestato “falsamente la somma urgenza”.
Dalle conclusioni del sostituto procuratore Patrizia Mattei arriva una buona notizia per il consigliere regionale Vincenzo Bianconi: per lui nessuna richiesta di rinvio a giudizio. Oltre a Vincenzo Bianconi escono di scena anche il padre Carlo e il fratello Federico.  
Viene però chiesto il rinvio a giudizio per la mamma Anna Pizzichini, moglie di Carlo Bianconi, in qualità di rappresentante legale dello Sporting Salicone, la struttura alberghiera realizzata appena fuori dalla città prima di arrivare a Norcia.

La Procura ha, inoltre, chiesto il rinvio a giudizio di due dipendenti del Comune di Norcia: Donatella Bucchi e Daniela Camelia. Per le due dipendenti l’accusa è di frode nell’esecuzione del contratto relativa alla erogazione dei pasti ai terremotati avvenuta – a parere dell’accusa – “in assenza di una specifica determinazione di affidamento del servizio, né di determinazione autorizzativa della spesa, né di specifico contratto, né di specifica regolamentazione atta a individuare chi fossero gli aventi diritto individuati dal Comune per i quali il pasto singolo era posto a carico dell’ente”.

Ora gli indagati potranno presentare entro 30 giorni controdeduzioni, memorie difensive, oltre a chiedere di essere interrogati per chiarire meglio le proprie posizioni. Solo dopo la Procura potrà confermare le conclusioni delle indagini oppure modificare l’impianto dell’accusa. Alla fine è probabile che si arriverà davanti al giudice delle udienze preliminari (Gup) al quale competerà decidere se rinviare o no a processo gli indagati. Nel frattempo, il Sindaco Nicola Alemanno dichiara all’Ansa di “porre tutta la” sua “fiducia nella magistratura”. Poi aggiunge: ” Mi ritrovo in questa inchiesta soltanto perché, per 15 giorni, ho dovuto assumere la responsabilità dell’Area affari generali del Comune essendo andata in pensione la dirigente. Detto questo faccio fatica enorme a comprendere quale reato possa aver commesso, se non quello di aver dato risposte alle esigenze dei miei cittadini”.