Inchiesta Bcc: Del Savio interrogato per tre ore in aula

L’ex direttore ai pm: «Al fido del sindaco applicato tasso più alto rispetto ad altri»
Norcia

L’ex direttore generale della Bcc di Spello e Bettona, Maurizio Del Savio, giovedì è stato interrogato in aula per tre ore dai pm Michela Petrini e Patrizia Mattei, che ne hanno chiesto il  rinvio giudizio insieme al primo cittadino di Norcia anche con la pesante accusa di corruzione.
Del Savio è stato chiamato a chiarire i legami tra il sindaco di Nocria, Nicola Alemanno e la Banca del Credito Cooperativo di Spello e Bettona.
Al centro dell’inchiesta c’è l’autorizzazione considerata «illegittima» dalla procura e rilasciata dal primo cittadino il 16 novembre 2016, quindi subito dopo il sisma, per l’installazione di un container in cui ha preso posto la prima sede nursina alla Bcc, ma anche il bando di tesoreria del municipio vinto poco dopo dall’istituto di credito e una serie di presunte utilità di cui, secondo i pm di Spoleto, Alemanno avrebbe beneficiato, tra cui un fido bancario. Sul container Del Savio, difeso dal prof David Brunelli, ha sostenuto che la Bcc aveva già raccolto «sette offerte di locazione per altrettanti immobili agibili di Norcia, ma si è preferito – ha spiegato il legale – installare un container per ragioni di sicurezza, malgrado l’impegno economico fosse maggiore».
«Al fido concesso al sindaco Nicola Alemanno è stato applicato un tasso più alto rispetto a quello praticato ad altri terremotati, fermo restando che ulteriori tre banche hanno fatto la stessa apertura di credito alla società del primo cittadino nel medesimo periodo». Si difende così Del Savio.
 Del Savio davanti al gup Paolo Mariotti ha anche sostenuto che «l’intervento della Bcc di Spello e Bettona a Norcia è stato fatto per sostenere la popolazione terremotata e non per fare utili, come è nelle corde del credito cooperativo».
Si tornerà in aula all’inizio del prossimo anno quando è attesa la discussione del procedimento e probabilmente le dichiarazioni spontanee di Alemanno.