Tuffi pericolosi dal ponte di Stifone

Ragazzini visti gettarsi nelle acque (non balneabili) delle Mole di Narni
Narni

Pericolosi tuffi nella zona del ponte di Stifone. Quotidianamente alcuni ragazzi si gettano in acqua, scavalcando la staccionata del percorso delle Gole del Nera che conduce a Stifone. Si buttano giù per svariati metri sopra a rocce e vegetazione e poi c'è l’impatto con l’acqua del fiume con tanto di fotografie postate sui social network.
Un mix pericoloso che ha calamitato l’attenzione del consigliere comunale Sergio Bruschini (Forza Italia), che oltre a puntare ancora una volta il dito contro coloro che fanno il bagno alle Mole e soprattutto contro la mancanza di controlli, mette in luce anche la situazione tuffi, forse ancor più pericolosa.
Le Mole di Narni, che si trovano a ridosso delle Gole del Nera e dell’antico Porto Romano di Stifone, si trovano vicino a Narni, a qualche chilometro da Orte. Sono anche dette il Solarium sul Fiume Nera. Un posto veramente bello, una piscina naturale verde smeraldo circondata da una rigogliosa vegetazione con alberi che arrivano fin dentro l’acqua e le loro chiome sembra che vogliano fare un tuffo nelle acque cristalline del fiume. Un ruscello forma una piccolissima cascata subito dopo il solarium.
Le Acque delle Mole di Narni non sono balneabili, non perché inquinate, ma perché la zona viene inondata dalla centrale Idroelettrica.
E purtroppo tale zona è già stata teatro di una tragedia avvenuta cinque anni fa, quando un nigeriano di 31 anni, residente in un centro di accoglienza della zona, perse la vita nel fiume Nera dopo essersi immerso in acqua per fare il bagno a Stifone. Il corpo fu recuperato in serata dai vigili del fuoco. Questi hanno perlustrato l'area in superficie e con l'ausilio dei sommozzatori provenienti da Roma.
Il giovane, in base a quanto si è appreso, si era recato insieme ad un gruppetto di connazionali a fare un bagno nei vasconi che si trovano nei pressi del centro abitato della frazione, dove però già vigeva il divieto di balneazione. Gli amici non lo videro riemergere e diedero l'allarme al 118, che a sua volta allertarono i vigili del fuoco.