Nuova Dhely è una “camera a gas”

La colpa è del boom demografico
Mondo

di Francesco Castellini - Cresce nel mondo il numero delle città dove l'aria è irrespirabile. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Salute (Who) nell'ultimo quinquennio l’inquinamento atmosferico è aumentato dell’8%, e questo si traduce in circa 3 milioni di morti premature ogni singolo anno. Nel rapporto del 2016, il Who spiega che la concentrazione annuale media del particolato (polveri sottili dannose per la salute) è salita oltre i livelli consentiti in 103 nazioni. E secondo la classifica delle città più inquinate al mondo stilata da Airvisual, sette dei primi dieci centri urbani più avvelenati del pianeta sono indiani. Dunque non deve stupire troppo il fatto che la capitale sia avvolta ancora una volta in questo periodo preinvernale da una spessa coltre di smog.
I quasi 22 milioni abitanti di Nuova Delhi tossiscono, occhi arrossati e lacrimanti per la nube tossica che sta inghiottendo la città. Nessuno riesce a salvarsi. C’è fumo dappertutto. Il governo, a fronte di questa apocalisse annunciata, ha chiuso scuole e cantieri; cancellato voli, suggerito ai cittadini di non uscire. Sono state distribuite 5 milioni di mascherine agli studenti della capitale, mentre gli automobilisti devono fare i conti con la regola delle targhe alterne. Ma considerando che in città circolano 9 milioni di veicoli, anche lasciando ferma la metà dei mezzi, 4 milioni di motori non proprio green oriented continuano ad intossicare l’aria.
Oltre alle auto poi, gran parte della “colpa” va alle emissioni industriali e al fumo delle stoppie bruciate in questa stagione nelle fattorie degli stati limitrofi. E così si è arrivati ad una concentrazione di polveri sottili di 810 microgrammi per metro cubo, quando l'Oms raccomanda di non superare i 25.

“Il governo sa che la situazione è tragica e non sta facendo passi avanti per contrastare gli incendi o l’inquinamento delle grandi industrie - ha detto Sunil Dahiya, analista di Greenpeace -. Sono dieci anni che l’emergenza va avanti”.

Ma nessuno che punti il dito su quella che va considerata come una priorità da affrontare e risolvere in maniera rigorosa, vale a dire l’esplosione demografica, vera causa di questa implacabile apocalisse. Nel 2024, secondo valutazioni attendibili, l’India diventerà il Paese più popoloso al mondo, spodestando la Cina dal podio nella classifica dei giganti. A metà di quell’anno, infatti, conterà 1,439 miliardi di persone contro 1,437 del Celeste Impero. E la sua crescita inarrestabile di 15 milioni di abitanti all’anno (1,1%) la porterà a contare 1,689 miliardi di individui nel 2060, segno delle fallimentari politiche di stabilizzazione fin qui adottate dai vari governi che si sono fin qui succeduti.
Un obiettivo, quello di contenere le nascite, che non è stato mai perseguito con determinazione, inevitabilmente collegato alla scarsa pianificazione delle città che crescono in fretta totalmente prive di sistemi di difesa ambientale e sanitaria, tanto da far divenire metropoli come Nuova Delhi malate terminali, aggravate dal dramma del mancato trattamento dei rifiuti, megalopoli senza fiato, e nei fatti temibili e sconsiderate camera a gas da cui tenersi fuori.
   (Pubblicato su Umbria Settegiorni)