Sul Lago Trasimeno l’acqua della diga del Chiascio

È una delle ipotesi allo studio per prevenire le crisi idriche.
Magione

L'acqua per il Trasimeno non arriverà solo da Montedoglio, ma potrebbe essere addotta anche dalla diga sul Chiasco, vale a dire dall'invaso di Valfabbrica. È una delle ipotesi allo studio per prevenire le crisi idriche che ciclicamente colpiscono il lago. Anche se al momento la situazione è più che sotto controllo (a fine novembre il livello era a meno 70) sono alla studio una serie di interventi a lungo termine che possano dare respiro al bacino e, perché no, all'agricoltura della zona i cui attingimenti arrivano proprio da Montedoglio.

L'idea di utilizzare anche la diga sul Chiasco, e non solo quella sul Tevere, è emersa durante il convegno con cui a Castiglione del Lago ha esordito l'associazione "Trasimeno in movimento" presieduta da Fabio Nicchiarelli.
Al centro del dibattito i temi legati alle reti idrauliche della regione e la possibilità di poterle utilizzare anche per innalzare il livello del lago Trasimeno. Dalla relazione del professore Stefano Casadei, docente di Idraulica agraria e sistemazioni idraulicoforestali all'Università di Perugia, è emerso che il Lago non è malato, ma che i suoi cicli alternati di secca e di abbondanza d'acqua sono una caratteristica storica del Trasimeno.